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"All in": movimenti e associazioni per dire stop all'Aids

Anche se sono stati fatti molti progressi in diversi settori per prevenire i contagi da Hiv, quelli per gli adolescenti sono ancora insufficienti. Unaids, Unicef e altri partner hanno lanciato una nuova piattaforma di azione per raggiungere migliori risultati per la prevenzione

17 febbraio 2015

- ROMA - L'Unicef, insieme ad altre organizzazioni, lancia oggi un appello per mettere fine all'Aids. Anche se sono stati fatti molti progressi in diversi settori per prevenire i contagi da Hiv, quelli per gli adolescenti sono ancora insufficienti. L'Aids è diventata la causa principale di morte tra gli adolescenti in Africa e la seconda a livello globale (sempre tra gli adolescenti). Solo 1 ragazzo su 4 sotto i 15 anni ha accesso alle cure antiretrovirali salva vita. Il numero di morti e' calato per tutte le fasce di eta', ad eccezione dei giovani tra i 10 e i 19 anni.

Per ridurre questo divario Unaids, Unicef e altri partner hanno lanciato All In, una nuova piattaforma di azione per raggiungere migliori risultati per gli adolescenti, favorendo cambiamenti strategici nelle politiche coinvolgendo sempre piu' giovani. I leader di tutto il mondo si sono incontrati oggi a Nairobi, in Kenya, dove il Presidente Uhuru Kenyatta ha lanciato la piattaforma che servira' a trovare nuove risoluzioni per ridurre questo divario nella risposta all'Aids. "Con l'inclusione degli adolescenti nei processi decisionali che hanno conseguenze dirette sulle loro vite, questa iniziativa sara' un catalizzatore per il cambiamento", ha dichiarato il Presidente Kenyatta. "Il Kenya e' orgoglioso di supportare quest'iniziativa".
All In si basa su quattro aree chiave di intervento: coinvolgere, mobilitare e dare possibilita' di scelta ai ragazzi come leader e protagonisti del cambiamento sociale; migliorare la raccolta dei dati per poter programmare meglio; incoraggiare approcci innovativi per raggiungere gli adolescenti con servizi medici adeguati di base per l'Hiv; mettere fermamente il problema degli adolescenti con Hiv nell'agenda politica per sollecitare azioni concrete e mobilitare risorse.

"L'Hiv e' la principale causa di morte tra gli adolescenti in Africa e le ragazze sono le piu' colpite. E' un'ingiustizia morale. Chiedo ai giovani di aderire al movimento All In, insieme con le Nazioni Unite, i partner del settore pubblico e privato e i paesi e porre fine all'Aids tra gli adolescenti," ha dichiarato Michel Sidibé, direttore generale di Unaids a Ginevra.

La maggior parte dei 2,1 milioni di adolescenti con Hiv nel 2013 ha contratto il virus dalla madre, almeno 10 anni fa, durante la gravidanza, il parto o nel primo mese di vita - quando le medicine antiretrovirali che possono ridurre la possibilita' di trasmissione dell'HIV non erano disponibili. Molti, a cui non era mai stato diagnosticato, hanno perso la possibilita' di essere curati. "I ragazzi e I giovani dovrebbero essere i primi a beneficiare dei progressi fatti per mettere fine a questa epidemia, non gli ultimi", ha dichiarato Anthony Lake Direttore generale dell'Unicef. "Dobbiamo raggiungere tutti gli adolescenti e coinvolgere i giovani in questo sforzo per mettere fine all'Aids. Non possiamo raggiungere questo traguardo di una generazione libera dall'Aids senza di loro".

Piu' di 200 ragazzi e leader dei movimenti giovanili erano presenti al lancio di "All In". I nuovi contagi da Hiv tra gli adolescenti non diminuiscono cosi' velocemente come tra le altre fasce di eta'. Le ragazze, in particolare in Africa Sub Sahariana, sono le piu' colpite. nel 2013 in Sud Africa ogni settimana piu' di 860 ragazze sono state contagiate dall'HIV, rispetto a 170 ragazzi.

Dato che, fino a 10-15 anni fa, la condizione di sieropositivita' non era stata diagnosticata a molti ragazzi, adesso si ritrovano ad entrare nella fase dell'adolescenza senza sapere che stanno convivendo con il virus, con scarse opportunita' per identificarlo e poter accedere a programmi di cura. "Dobbiamo incontrare gli adolescenti ovunque essi siano e supportare le sfide che devono affrontare", ha dichiarato Babatunde Osotimehin, Direttore generale dell'Unfpa, the United Nations Population Fund. "L'Unfpa e' All In per proteggere i loro diritti umani e la salute sessuale e riproduttiva e prevenire e curare l'Hiv". All In si propone di raggiungere gli adolescenti con servizi per l'Hiv dedicati ai loro specifici bisogni e realta', e realizzare rapidi progressi in una fascia di eta' cruciale per mettere fine all'Aids entro il 2030. I prossimi cinque anni sono fondamentali. Unaids ha predisposto nuovi obiettivi per velocizzare i progressi per gli adolescenti da raggiungere entro il 2020 che comprendono: ridurre di almeno il 75% le nuove infezioni da Hiv; ridurre del 65% le morti causate dall'Aids e eliminare le discriminazioni verso questa malattia. Raggiungendo questi obiettivi potremmo mettere il mondo sulla strada giuste per mettere fine all'Aids tra gli adolescenti entro il 2030 e mettere fine all'epidemia globale di Aids come minaccia alla salute pubblica.(DIRE)

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