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Rifugiati: Mohammed e Samira sposi nel centro di accoglienza

E’ il primo matrimonio all’interno del Cara di Isola Capo Rizzuto. Lui iracheno, lei marocchina: si sono incontrati e innamorati all’interno del centro. Alla cerimonia di ieri hanno partecipato anche altri rifugiati e gli operatori che lavorano nella struttura

20 febbraio 2015

CROTONE - Lei si chiama Samira, ha 38 anni ed è di origine marocchina; lui è Mohammed, 37 anni di nazionalità irachena; si sono sposati ieri sera al Centro accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone, dove hanno trovato ospitalità da qualche mese e dove si sono innamorati. Il matrimonio, il primo avvenuto nella struttura del crotonese, è stato celebrato con rito islamico da un imam ospite del Cara.

Il taglio della torta tra Mohammed e Samira
Matrimonio nel cara a Capo Rizzuto 2

Gli sposi hanno voluto che la cerimonia avesse anche qualcosa che ricordasse la tradizione dei rispettivi paesi di provenienza. Così al momento dello scambio degli anelli Mohammed e Samira, in ossequio ad un’usanza marocchina, hanno bevuto del latte e mangiato un dattero. Dei gesti simbolici  per augurare felicità e fecondità alla nuova coppia. Per omaggiare l’Iraq, a conclusione del rito, gli sposi si sono lanciati nei festeggiamenti a base di canti e balli.

Una festa a cui hanno partecipato molti dei rifugiati presenti nel centro insieme agli operatori della Misericordia che gestisce il Cara. Invitati alle prime nozze celebrate nella struttura anche i rappresentanti dell’ufficio Immigrazione della questura di Crotone e i mediatori culturali che operano ogni giorno nel centro. Mohammed ha già espletato la procedura di richiesta asilo, conclusasi positivamente in quanto gli è stata riconosciuta la protezione internazionale.

Samira è in attesa di sostenere, da un giorno all’altro, l’audizione davanti alla commissione territoriale. Agli sposi ha fatto personalmente i suoi auguri il direttore del Cara, Francesco Tipaldi, che ha anche partecipato alle nozze. “Da quando è attivo il centro sono nati tanti bambini – ha ricordato Tipaldi – ma un matrimonio non era mai stato celebrato. Si è trattato davvero di un momento significativo, un’occasione di serenità e di gioia condivisa da tutti quanti vivono e operano nel centro”. (msc)

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Tag: Isola Capo Rizzuto, profughi, Cara, Immigrati

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