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Kenya, fondo per dare l’acqua a 150 mila persone. Ma solo a risultati ottenuti

Un sussidio di 11,8 milioni di dollari gestito dalla Banca mondiale permetterà di rispondere al fabbisogno di 30 mila famiglie povere. Il denaro, come in altri casi attuati negli ultimi anni nei paesi in via di sviluppo, sarà erogato solo se i progetti verranno concretizzati

03 marzo 2015

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – 150 mila persone beneficeranno del sussidio da 11,8 milioni di dollari che la Banca Mondiale assegnerà al governo keniano per garantire l'accesso ad acqua e igiene nelle aree urbane più in difficoltà. Il programma si chiama “Global Partnership on Output-Based Aid” (Gpoba, un programma di aiuti in cui i fondi vengono erogati in base ai risultati), e punta a raggiungere 30 mila famiglie, ovvero 150 mila persone: è ispirato a un precedente programma dal quale avevano tratto beneficio 190 mila cittadini.

Dariétou Gaye, direttore della Banca Mondiale in Kenya, è soddisfatta della tempestività dell'iniziativa, poiché molti fra i residenti più poveri non hanno accesso ad acqua o servizi sanitari: “E’ un significativo passo avanti per loro, e mostra come il governo del Kenya sia convinto nel portare avanti con fondi esterni le iniziative output-based per lo sviluppo di servizi pubblici e privati”.

Grazie ai fondi ottenuti dallo Swedish International Development Cooperation (organo del governo svedese) la Banca Mondiale ha incaricato il Fondo fiduciario per l'acqua in Kenya (Wstf) di gestire il progetto. Il Fondo aiuterà le società che forniscono l'accesso all'acqua con prestiti da banche commerciali, in modo che queste possano investirli in sottoprogetti finanziati al 60% per l'accesso all'acqua dei residenti più poveri.

Il Gpoba è un nuovo approccio di prestiti alle economie in via di sviluppo, che consiste nel pagamento solo dopo che i progetti vengono concretizzati. In linea con questo accordo firmato dal governo keniano, non verrà pagato alcun sussidio prima che i servizi funzioneranno davvero e saranno accessibili ai diretti interessati. “Grazie a questo progetto i fornitori riceveranno un credito commerciale per allargare l'accesso all'acqua alle famiglie povere nelle aree urbane”, afferma il coordinatore del Gpoba Carmen Nonay.

Il progetto è in tandem con “Kenya Vision 2030”, il disegno economico del governo che include l'accesso totale della popolazione ad acqua e servizi sanitari fra gli obiettivi da raggiungere entro il 2030. La crescita della popolazione e l'espansione delle aree urbane hanno messo a dura prova i piani delle nazioni in via di sviluppo, dove l'accesso all'acqua è fuori portata per i più poveri. Dato che precedenti accordi su acqua e sanità erano indirizzati all'area di Nairobi, la capitale non è stata inclusa in questo progetto.

“Siamo intenzionati a collaborare con la Banca Mondiale e il governo svedese in questo innovativo sistema di finanziamento, per colmare la lacuna degli scarsi fondi pubblici. Insieme e distribuendo i fondi alle strutture sparse per il paese possiamo lavorare per migliorare la vita delle comunità bisognose e rendere Kenya Vision 2030 realtà”, ha detto Ismail Fahmy Shaiye, amministratore delegato del Fondo fiduciario per l'acqua.

Creato nel 2003, Gpoba è un programma di partnership internazionale gestito dalla Banca Mondiale. È un fondo fiduciario usato per sovvenzionare una varietà di settori tra cui infrastrutture, salute, istruzione. Finora ha finanziato 40 progetti pilota per un totale di 190 milioni di dollari, fornendo l'accesso a servizi di base a più di sette milioni di persone in paesi sottosviluppati.

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Tag: Banca mondiale, News from Africa, cooperazione internazionale, Kenya, Africa, Povertà, acqua

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