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Somalia: 730 mila soffrono la fame, ma ci sono segnali di ripresa

Secondo un rapporto di due organismi legati alla Fao e a Usaid, la cifra rappresenta un calo del 29% rispetto alle previsioni per il secondo semestre 2014. Oltre 200 mila i bambini gravemente denutriti. Le zone agro-pastorali sperano nelle piogge di marzo

04 marzo 2015

In esclusiva da News from Africa
NAIROBI – Nonostante i segnali di ripresa in alcune aree, sono più di 730 mila in Somalia le persone che soffrono la fame, con più di 200 mila bambini gravemente denutriti. Sono i dati del rapporto stilato da Fsnau (Food Security and Nutrition Analysis for Somalia), organismo della Fao, e FewsNet (Famine Early Warning System Network), progetto gestito da una partnership che coinvolge fra gli altri l'agenzia governativa statunitense Usaid (US Agency for International Development).

Secondo il rapporto queste cifre rappresentano un calo del 29% rispetto alle stime per il periodo da luglio a dicembre 2014. Il rapporto spiega che i rifugiati interni (internally displaced persons) rappresentano il 76% del totale della popolazione malnutrita, mentre il restante 24% vive per metà in aree urbane, per metà in zone rurali. “Dai 41 sondaggi sulla nutrizione condotti in Somalia fra l'ottobre e il dicembre 2014 risulta che 202.600 bambini sotto i cinque anni sono gravemente denutriti e ad alto rischio di morbilità e morte”, si legge nel rapporto.

Il rapporto della Fao aggiunge che la popolazione in emergenza ha bisogno urgentemente di aiuti umanitari salvavita, compreso l'apporto nutrizionale per i bambini gravemente malnutriti, entro giugno 2015. Inoltre il rapporto classifica 2,3 milioni di persone come a rischio, quindi bisognose di cibo per evitare shock futuri: a meno di interventi immediati, questa fascia della popolazione potrebbe ritrovarsi presto a soffrire la fame. “Nelle regioni di Bay e Lower Shabelle si sono registrate precipitazioni sopra la media, che hanno favorito buoni raccolti. Tuttavia, nel nordest e nelle regioni centrali (Lower Juba, Middle Juba, Middle Shabelle, Hiran) le precipitazioni sono state scarse, il che ha portato alla situazione attuale”.

Sempre secondo il rapporto, queste sono le aree che rappresentano la priorità nei programmi di aiuti alimentari, in quanto il tasso di malnutrizione è critico: le zone pastorali, agro-pastorali e fluviali nelle Gedo Regions; le zone agro-pastorali e il campo profughi Baidoa nella Bay Region; i distretti di Beletweyne e Mataban nella regione Hiran; i campi profughi Bosasso, Garowe e Galkayo, rispettivamente nelle regioni Bari, Nugal e Mudug.

Il rapporto conclude che le zone pastorali e agro-pastorali che hanno visto scarse precipitazioni invernali sono le più a rischio malnutrizione fino all'inizio delle precipitazioni primaverili nel mese di marzo. Nelle regioni dove le precipitazioni sono state sovrabbondanti, invece, si prevede che la popolazione rimanga a rischio malnutrizione fino al raccolto ritardato per via delle inondazioni: da quel momento si troveranno con una sovrabbondanza di cibo.

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Tag: News from Africa

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