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Niente carrozzine su “Thello”, il notturno per Parigi “vietato” ai disabili

La direzione francese impedisce alle persone con disabilità di caricare sul treno notturno la sedia a ruote. Per la direzione italiana, potrebbe essere riposta nel vestibolo. Ma i francesi dicono no, “nel rispetto della sicurezza ferroviaria”

14 marzo 2015

- ROMA – E’ una “querelle” tra Italia e Francia, di cui fanno le spese i passeggeri con disabilità: in poche parole, sul treno notturno “Thello”, che collega Milano con Parigi, le carrozzine non possono salire. La Francia non vuole, è il caso di dire: ed è lei che decide nel merito. A scoperchiare questa “pentola che bolle” è Valentina, mamma di Simone, un ragazzo con disabilità motoria, che ha appena compiuto 18 anni. Proprio per festeggiare l ‘ingresso nella maggiore età, “abbiamo pensato di regalare a nostro figlio un soggiorno a Disneyland, visto che non potevamo fargli il motorino, o la patente. Festeggeremo con una bella vacanza a Parigi, tutti insieme: io, mio marito, Simone e la sorellina di 7 anni”. Il treno Thello fa proprio al caso loro: partire la sera da Milano e arrivare la mattina a Parigi sembrava assolutamente la soluzione più comoda. “Subito ci è stato però detto che su questi treni possono viaggiare solo carrozzine manuali e non quelle elettroniche, in quanto non c’è spazio per tenerle”. In verità, però, anche con le carrozzine manuali ci sono complicazioni, visto che la larghezza ridotta dei corridoi impedisce il passaggio e quindi non permettono di raggiungere in carrozzina lo scompartimento assegnato. 

I problemi, poi, non finiscono qui: su Thello, infatti, “non esiste bagno attrezzato, mi dovrò organizzare io portandomi il pappagallo per poter far fare pipì a Simone”, denuncia ancora Valentina, alla quale il tour operator ha suggerito di prendere il treno diurno, per non avere problemi. “Peccato – commenta lei – che oltre a perdere quasi due giorni di viaggio, sarebbe troppo stancante per Simone stare tutte quelle ore seduto, arriverebbe stravolto”. 

Insomma, su quel treno, la sera del 23 giugno prossimo, Valentina e la sua famiglia vogliono assolutamente salire. “Sono anche disposta a stivare la carrozzina in luogo diverso, tipo la carrozza ristorante o dovunque ci sia spazio”. Una soluzione, questa contemplata da Trenitalia: “se si tratta di una carrozzina standard, sia manuale che elettrica, di larghezza massima 650 millimetri, la risposta è sì, può essere caricata a bordo e stipata nel vestibolo – spiega la direzione commerciale italiana di Thello - La “luce” utile delle porte di salita di queste vetture è infatti di 670 mm, quindi l’accesso sarebbe possibile. In caso invece la larghezza fosse superiore a quella della luce delle porte, non sarebbe possibile caricarle”.   

A questo punto, però, bisogna fare i conti con il no della direzione francese, visto che – spiega Trenitalia – “la competenza commerciale è dei francesi, quella tecnica degli italiani: diciamo che è una gestione a metà, ma sulla carrozzina decidono i francesi”. Interpellata sulla possibilità di caricare una carrozzina a bordo e depositarla nel vestibolo, la direzione francese risponde: “La valutazione della richiesta, sotto il profilo del rispetto della sicurezza ferroviaria, impedisce purtroppo di concedere un’autorizzazione ad installare nel vestibolo, per tutta la durata del viaggio, un oggetto che impedisca la libera circolazione dei passeggeri. Ciò, anche ammettendo che sia tecnicamente possibile caricare la carrozzella a bordo (larghezza della carrozzella 65 cm, larghezza della porta di salita 66 cm)”. E siccome “sulla carrozzina decidono i francesi”, per il momento su Thello i passeggeri disabili, con le loro carrozzine, non possono proprio salire. (cl)

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Tag: Trenitalia, Disabili, Treni, Accessibilità

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