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Una lavagna contro l'ebola, il "Daily Talk" diventa un bollettino sull'epidemia

Il giornale liberiano che anziché essere stampato viene scritto a mano su di una lavagna dal suo fondatore, Alfred Sirleaf, si trasforma in bollettino contro l'epidemia di ebola. Una sorta di riferimento per capire anche a che punto si è nella lotta al virus e un modo per ridare speranza, continuando a tenere alta la guardia

20 marzo 2015

- ROMA - Alfred Sirleaf, un giornalista liberiano, è il fondatore del giornale “Daily Talk”, che non è stampato su carta ma viene scritto a mano col gesso, su di una lavagna posizionata in un punto nevralgico della capitale, Monrovia, e che in seguito all’esplosione dell’epidemia di ebola si è trasformato in una sorta di bollettino di guerra al virus.

Il "Daily Talk"
Una lavagna contro l'ebola, il "Daily Talk... 2

Sirleaf, fa tutto da solo, è infatti il fondatore, l’editore, il direttore responsabile, l’inviato, il fotoreporter e… l’amanuense, che ogni due o tre giorni “pubblica” le notizie sulla lavagna situata lungo il Tubman boulevard, all’altezza della ventiquattresima strada.
L’intento è quello di “dare la possibilità di informarsi anche a chi non ha i soldi per comprare i quotidiani” dichiara Sirleaf ad Africa. Ma da qualche mese a questa parte la lavagna è diventata un bollettino dedicato all’epidemia di ebola che ha colpito il Paese, e per rendere più evidente la minaccia rappresentata dal virus il giornalista ne ha creato una raffigurazione terribile e grottesca, una specie di larva dal volto a forma di teschio. La scritta alla base dell’immagine recita: “Sono stato creato a immagine di Satana per distruggere la vita e le proprietà sulla terra”. Un modo per mettere in risalto il pericolo rappresentato dall’epidemia che nonostante l’impegno di governo e ong non è ancora stata debellata.

Il “Daily Talk” diventa così una sorta di riferimento per capire anche a che punto si è: “Governo 2 – Ebola 10”; o un modo per ridare speranza e continuare a tenere alta la guardia contro il virus: “Ebola rifiuta di prendersi Samaguwan: il suo sangue potrebbe salvare delle vite”; “Vittime messe molto male: contribuite dunque a fermare l’epidemia se non volete finire così anche voi!” 

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