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Siena, 330 persone agli Stati generali della cultura

Nove tavoli tematici di discussione e riflessione su teatro, danza, musica, arte e architettura contemporanea, audiovisivi, musei, imprenditoria culturale, università e ricerca

27 marzo 2015

FIRENZE - La cultura come strumento di rilancio e motore di uno sviluppo locale partecipato; è stato il tema centrale degli Stati generali della Cultura al Santa Maria della Scala di Siena che saranno ricordati, come ha sottolineato il sindaco Bruno Valentini, per la grande e intensa partecipazione dei suoi protagonisti.  

Oltre 330 gli iscritti ai nove tavoli tematici di discussione e riflessione su teatro, danza, musica, arte e architettura contemporanea, audiovisivi, musei, imprenditoria culturale, università e ricerca, biblioteche e no-profit, allo scopo di disegnare il futuro della città in una prospettiva di medio e lungo termine. "Non cercavamo risposte, ma domande, che sono pervenute in forma organizzata anche per un'indagine economica, oltre che culturale, per il futuro della città" ha aggiunto Valentini.

Come ha sottolineato nel suo intervento anche l'assessora regionale alla cultura Sara Nocentini "è innanzitutto fondamentale riconoscere il valore della collaborazione, dello scambio e della sempre maggiore condivisione di progettualità e strategie che stiamo coltivando tra Siena e la Regione; come dimostra la presenza forte in questa sede delle agenzie e delle fondazioni culturali che alla Regione fanno riferimento. Gli investimenti in cultura sono opportunità di rilancio – ha ribadito Nocentini – e di riscoperta delle risorse per uno sviluppo locale partecipato che in una città come Siena, ma vale per tutta la Toscana, si lega anche all'attività economica dell'accoglienza e dell'attrattività turistica".

Domande, riflessioni e qualche critica che sono state poste liberamente da imprenditori, editori, professionalità qualificate e specialistiche, referenti di associazioni e cooperative, docenti, direttori di istituti e istituzioni, dottorandi e assegnisti universitari, musicisti, artisti, galleristi, commercianti e rappresentanti di categoria, guide turistiche, documentaristi, compagnie di danza e coreografi, drammaturgi, attori e registi teatrali: sensibilità quanto più eterogenee e rappresentative del contesto culturale cittadino.

 

 

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