:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Disabilità medio-lieve: a Napoli le famiglie danno vita alla prima Fondazione

Iniziativa del giornalista Marcello Milone e della moglie, genitori di Marco, un ragazzino di 13 anni con un ritardo psicomotorio. L'obiettivo: dare informazioni e orientamento e metterà in rete esperienze e opportunità

07 aprile 2015

Logo della Fondazione
Logo Fondazione Govoni

Napoli – Dare un aiuto concreto alle persone con disabilità medio-lieve e alle loro famiglie. È questo l’obiettivo della Fondazione Govoni, che si sta costituendo a Napoli per iniziativa del giornalista Marcello Milone e della moglie, genitori di Marco, un ragazzino di 13 anni al quale, all'età di 4 anni, è stato diagnosticato un ritardo psicomotorio di grado medio-lieve.  La Fondazione vuole fornire informazioni e orientamento alle famiglie che non sanno come affrontare questa problematica ed essere anche un luogo dove incontrarsi, scambiarsi  esperienze, cercare conforto, mettere al servizio di una comunità le proprie competenze e idee: cose necessarie quasi quanto l’assistenza per poter trasformare la condizione della disabilità da sofferenza ad arricchimento personale, da disagio a benessere interiore, da disperazione a speranza per garantire quel diritto basato sulla piena partecipazione in tutti gli ambiti della vita, senza discriminazioni, rispettando la dignità e valorizzando la diversità umana, attraverso interventi appropriati e il superamento di ostacoli e pregiudizi. “Il tutto è affidato all'Inps che ha strutture mediocri o inesistenti e personale medico  ed assistenziale il più delle volte inadeguato (per usare un eufemismo).  E così ci si rivolge al privato. Ovviamente a pagamento -  scrivono i 30 attivisti della costituenda “Fondazione Govoni” nel loro manifesto – è una realtà difficile con la quale fare i conti tutti i giorni e contro la quale conviene attrezzarsi per crearsi delle alternative perché a voler  essere ottimisti c'è sempre un'alternativa. Che  costa fatica, tanta fatica. Perché deve essere il diretto interessato  a costruirla. Perché se non la costruisce lui  non la costruirà nessuno .  E questa è una  certezza”.

Promuovere un ruolo attivo nella ricerca di soluzioni che valicano la cerchia dei propri cari o della dipendenza da istituzioni come il sistema sanitario nazionale, la scuola, il sistema sociale e quello del lavoro rappresenta, allora, il primo atto da compiere per famiglie e portatori di disabilità. “Quello che vorremmo realizzare è creare qualcosa che in Campania, ad oggi, non esiste: unire le persone con disabilità medio-lievi e le loro famiglie per poter lavorare assieme ad una serie di obiettivi semplici, ma necessari”, spiega il presidente Marcello Milone, a capo del comitato promotore della Fondazione. (Napoli città sociale)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa