:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Blog
Stampa Stampa

Un passato da buttare e una vita nuova di zecca. Che comincia su Facebook

Gente di Lato

Tre anni fa Valerio era un’altra persona, tra alcol, farmaci e tentati suicidi. Dopo tre anni di comunità è riuscito a costruirsi una vita normale: per lui iscriversi al social network è come il simbolo di un altro debutto nella vita sociale

15 aprile 2015 dal blog Gente di Lato il blog di Oliviero Motta

C’è chi lo evita perché lo ritiene troppo nazionalpopolare; chi ha ritirato la propria iscrizione visto che è tutto un mare di cavolate, chi non ha tempo da perdere. Mi è capitato di citarlo, come fonte, in un gruppo di impegnati cooperatori che mi hanno preso in giro fino alla fine della riunione. Eppure.

Alcol. Bottiglia (blog motta)1

L’altro giorno Valerio ha pubblicato un messaggio sulla sua bacheca Facebook. Due righe molto semplici, che non posso riportare per esteso, ma di cui riassumo il senso: che grande cosa stare bene qui, nella mia casa, semplicemente vivendo. Ho tutto: le mie figlie, i miei libri, il mio gel da barba.

Sono rimasto incantato dalle sue espressioni così minimali, da far invidia a Gozzano. 

Signora Libertà, signorina Fantasia. 

Mi sono immaginato Valerio, davanti allo specchio, che si rade; a un tratto si ferma, inclinando il viso: appoggia il bilama sul lavandino e, senza pensarci, afferra lo smartphone e condivide il pensiero positivo e folgorante che l’ha attraversato.

Cosa volere di più?

Alcol. Bottiglia (blog motta)2

Valerio qualche anno fa era, senza retorica, un’altra persona: psicofarmaci, alcol, depressione, due tentati suicidi. Vista l’età in cui si erano rivelati i problemi, e la loro complessità, il servizio alcologia e la psichiatria disperavano di riuscire ad arrivarne a capo. Poi si è scelto insieme di puntare su una comunità: ed è lì che è rimasto - fermo e saldo - per tre anni. Ha concluso positivamente il suo percorso ormai due anni e mezzo fa.

Da allora, a cinquant’anni suonati: un lavoro in proprio, una casa come tante; vita normale, appunto. E Facebook. 

Il claim del social network recita: “Facebook ti aiuta a connetterti e rimanere in contatto con le persone della tua vita”. Tutti noi utenti di Fb abbiamo sperimentato quell’effetto Carramba che sorpresa rincontrando virtualmente il compagno di scuola, l’ex fidanzatino o l’amico che ha cambiato continente una vita fa. Ecco, per qualcuno invece funziona proprio al contrario. Le persone come Valerio, infatti, non hanno molti fili del passato che intendono conservare; ricominciano praticamente daccapo e su Fb, infatti, ci trovi tutta la loro nuova vita. Gli amici vengono selezionati, del passato non c’è praticamente traccia, se non nelle vecchie foto di un’infanzia sfuocata e in bianco e nero. Facebook, infatti, ti dà l’opportunità di cambiare pagina, di ripresentarsi nuovi di zecca, offrire il meglio di sé, cioè solo quello che ha oltrepassato con successo il vaglio e la fornace di trentasei mesi di vita comunitaria, gomito a gomito con gli altri, faccia a faccia con i propri limiti e i propri errori.

Alcol. Bottiglia (blog motta)3

Facebook, nella sua leggerezza e vacuità, diventa così uno strumento di emancipazione, di conferma di sé, di socialità rinnovata.

Non è difficile immaginare le sensazioni di Valerio quando, dopo la volontaria reclusione nello strettissimo giro della comunità, dopo i primi nuovi passi nel mondo del lavoro, ha mollato completamente gli ormeggi e si è ripresentato alla vita sociale; l’iscrizione a Facebook, in fondo, è stata la rappresentazione virtuale di quel nuovo debutto: un mare aperto in cui navigare con pochissimi punti di riferimento, la gran parte dei quali radicati e custoditi nel proprio mondo interiore.

Di fronte al post di Valerio non ho potuto resistere e l’ho commentato, ringraziandolo per le sue parole. Ha commentato a sua volta, ringraziandoci per quello che in comunità abbiamo fatto per lui, ma riconoscendo - com’è giusto che sia - che il merito del cambiamento è stato, al 90%, suo.

Ora che è fuori dal circuito della riabilitazione, è solo uno degli 1,3 miliardi di utenti che affollano le pagine del social network.

Uno come tanti.

vai al blog Gente di Lato

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Gente di lato, Alcol, Comunità terapeutiche, Facebook, social network, Depressione, Oliviero Motta, Suicidio

Stampa Stampa
comments powered by Disqus