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Colera, lo Zimbabwe teme una nuova strage. “Ma ora la nostra igiene è migliore”

Un’epidemia partita dal Mozambico sta minacciando Harare: nel paese solo 6 anni fa erano morte 4.300 persone a causa della malattia. Nella capitale persistono discariche illegali dove giocano i bambini. Il governo della città rassicura

15 aprile 2015

NAIROBI – Un'epidemia di colera scoppiata in Mozambico ha colpito anche le città al confine con lo Zimbabwe, paese in cui fra il 2008 e il 2009 si sono perse 4.300 vite proprio a causa di questa malattia. Ma nonostante quella enorme perdita, il governo di Harare sembra non aver imparato la lezione. Cumuli di immondizia vengono lasciati incustoditi in molte discariche improvvisate, e i bambini, non avendo idea del pericolo, continuano a giocarci dentro: la ricetta perfetta per ottenere un disastro.

Zimbabwe. Colera

L'epidemia ha finora mietuto 14 vittime nelle città al confine con lo Zimbabwe e molti genitori della capitale hanno paura che le prossime possano essere i loro figli che giocano proprio nelle discariche illegali. “Abbiamo casi di diarrea fra i nostri bambini. Nonostante numerosi appelli alle autorità per rimuovere la spazzatura, finora nulla è stato fatto”, si lamenta un abitante di Budiriro, zona extraurbana di Harare, spiegando che le paure sono giustificate dal fatto che l'ultima epidemia di colera è iniziata da questi ammassi di rifiuti abusivi.

Soprattutto per ragioni commerciali vi è un continuo flusso di gente al confine tra Mozambico e Zimbabwe, cosa che favorisce il veloce diffondersi del virus. In Zimbabwe la situazione è aggravata dai fruttivendoli provenienti dal paese vicino che esercitano il proprio mestiere in mercati all'aperto: qui i servizi sanitari pubblici vengono puliti raramente. “Spesso i wc straripano…”, denuncia uno dei commercianti.

Zimbabwe. Colera 2

Tuttavia Prosper Chonzi, medico responsabile della sanità nella città di Harare, assicura che il governo ha preso le giuste precauzioni per evitare il rapido diffondersi della malattia. “Sei anni fa il sistema fognario era rotto. Oggi la situazione è diversa, perché abbiamo aggiustato tutto l'impianto di smaltimento dei rifiuti cittadino”, ha detto Chonzi. È inutile negare però che la città di Harare scarseggia di servizi igienici adeguati, cosa che la rende un terreno fertile per il colera.

Il consigliere portavoce della città Michael Chideme si dice convinto che la situazione è migliorata e i cittadini hanno ora accesso all'acqua potabile, a differenza degli anni passati in cui in tanti utilizzavano acque non potabili: “Sono convinto che il sistema igienico cittadino sarà in grado di respingere l'epidemia. La situazione è di gran lunga migliore rispetto all'ultima epidemia”. Secondo i dati da lui citati, l'apporto di acqua nella capitale sarebbe da allora triplicato arrivando a 550 milioni di litri al giorno. Chideme aggiunge che le cliniche adesso hanno molti più mezzi per far fronte all'epidemia. Lo scoppio di colera in Mozambico, che si è espanso in Zimbabwe, è la conseguenza di forti precipitazioni e inondazioni verificatesi lo scorso anno ed ha registrato 6737 casi e 51 morti.

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Tag: Colera, Igiene, Zimbabwe, News from Africa, Africa

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