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“Mi negano l’affitto perché ho un figlio autistico”: la denuncia di una mamma

Accade a Melfi, in Basilicata. Il ragazzo ha 30 anni, e "non è un diavolo, anche se ha le sue crisi”. La loro casa, in cui vivono da sempre, ha 54 gradini e non va più bene, per i problemi di vista di lui e quelli motori di lei: “Sono 4 anni che incasso rifiuti”

17 aprile 2015

ROMA – “Non mi affittano casa, perché ho un figlio autistico. Finora ho lasciato correre, ma adesso non ne posso più”: Lucia Locuratolo vive a Melfi, la sua età non la rivela, ma “mio figlio ha 30 anni, quindi io ne ho un bel po’ di più”. Ed è proprio per quel figlio di 30 anni, “un gigante di un metro e novanta”, che ha pensato, anni fa, di cambiare casa. “Viviamo da soli, io e lui, in una casa che ha 54 gradini. Io inizio avere un’età e qualche difficoltà motoria. Lui ha subito tre interventi agli occhi per distacco della retina. Insomma, questa casa, che pure è nostra, per noi non va più bene. Così ho iniziato a cercarne un’altra, in paese, che fosse più adatta alle nostre esigenze. Ho pensato all’affitto, perché non so come andrà questo sradicamento, con mio figlio non è facile. E voglio lasciarmi aperta la possibilità di tornare indietro”.

- Ma sono quattro anni che incassa solo no. “E’ evidente che dipende da mio figlio, anche se solo uno ha avuto il coraggio di dirmelo palesemente: ‘Ho paura di avere problemi con il condominio’. Ma anche gli altri, tutti, mi hanno chiesto: ‘Verresti con tuo figlio?’. Tutti mi conoscono, in paese: ho provato pure a presentarmi senza mio figlio, quando andavo a vedere le case. Ma la domanda me la facevano sempre. Non ci vuole un genio per capire che il problema è tutto lì”. 

Eppure, “mio figlio è un bambinone, tanti lo chiamano ‘cucciolo’. Ha i suoi momenti e le sue crisi, non lo nego, ma non è certo un diavolo. Ma Melfi è così, forse nel resto d’Italia le cose vanno meglio. Infatti, sto iniziando a pensare di andarmene, se non si troverà una soluzione: perché più passa il tempo, più quei 54 gradini mi fanno paura. E non voglio restare prigioniera in casa con mio figlio. Sono un’insegnante in pensione, ma da quando ho smesso di lavorare sono solo ‘la mamma del ragazzo autistico’. Non esisto più, così come non esiste più mio figlio, da quando ha compiuto 18 anni. Sono una con le spalle larghe, ma il rifiuto sistematico ammazza chiunque”. (cl)

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Tag: Autismo

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