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Pluraliweb, viaggio nel volontariato che “fa ridere”

Nel nuovo numero della rivista on line del Cesvot, si parla delle realtà di clownterapia e circo sociale in Italia, tra storie e interviste

22 aprile 2015

FIRENZE - Sono almeno 55 le esperienze di clownterapia e circo sociale in Italia e la Toscana è la regione con una delle ‘tradizioni’ più antiche. L’Ospedale Meyer di Firenze, infatti, è stato il primo nel 1995 a fare entrare i clown in corsia con “Soccorso Clown”. Su Pluraliweb, la rivista online di Cesvot - Centro Servizi Volontariato Toscana, viaggio tra progetti, associazioni, volontari che operano nel sociale e nella solidarietà internazionale armati di nasi rossi, giochi e trucchi. Un volontariato che “fa ridere”, anche là dove c’è sofferenza e povertà. Perché, spiega Stefano Guarino Grimaldi dell’associazione Giullari senza frontiere, ridere fa sempre bene: può offrire l’occasione per ripartire da situazioni difficili o per sfuggire per qualche istante alla dura realtà che spesso la vita ti obbliga a vivere”.

Una bella esperienza quella di Giullari senza frontiere che raccoglie artisti di strada provenienti da tutta Italia e che ogni anno svolge attività di volontariato internazionale nel Sud del mondo portando l’arte di clown e giocolieri in villaggi e favelas.

 

 

 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Clownterapia, volontariato

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