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Expo, dal cuore del corteo 500 giovani distruggono il centro di Milano

Tutti intorno ai 20 anni, in maggioranza italiani, si sono radunati alla partenza del May Day Parade organizzato da Cobas, Usb e No Tav. Organizzati nei minimi dettagli, si sono resi irriconoscibili vestendosi di nero e hanno colpito tutto ciò che potevano. Per poi volatilizzarsi

01 maggio 2015

di Miriam Giovanzana e Dario Paladini
MILANO - Un raduno e una metamorfosi fulminei, un’organizzazione quasi perfetta. E poco più di un’ora e mezza per inserirsi nel corteo organizzato da Usb, Cobas, No Tav e altre realtà, devastare vari esercizi del centro di Milano e poi volatilizzarsi per le vie della città come nulla fosse, proprio mentre i mezzi della nettezza urbana dell’Amsa ripulivano dietro di loro le strade disseminate di vetri rotti, bottiglie di birra calcinacci e cassonetti ribaltati.

Così circa 500 giovani, la stragrande maggioranza italiani e quasi tutti intorno ai 20 anni, hanno trasformato in guerriglia distruttiva un May Day Parade con il quale gli organizzatori avevano dichiarato di volere pacificamente celebrare il primo Maggio ed esprimere il loro dissenso verso L’Expo inaugurato oggi.

È stata sorprendente l’azione di questo nutrito e compattissimo gruppo di ragazzi e ragazze. Alle 13.30, quando la manifestazione è iniziata in piazza 24 Maggio, c’erano ancora poche persone, ma il posto si è riempito in meno di un’ora. Verso le 14.30 si sono raggruppati quasi simultaneamente in piazza, tra gli altri, almeno 500 di questi giovani, vestiti normalmente. L’impressione che trasmettevano era di condividere un progetto: sembravano tutti gruppi isolati, che non si conoscevano tra loro, ma in grado di riconoscersi perfettamente al volo come convenuti allo stesso appuntamento.

Disordini expo - volantino legalità

Alcuni hanno subito cominciato a distribuire tra loro volantini pieghevoli estremamente dettagliati con scritto sulla copertina “No Expo May Day – Sgomberiamo Expo, prendiamoci il centro della città vetrina”. Il volantino con un linguaggio estremamente chiaro conteneva poi la mappa dettagliata della città e del percorso concesso per il corteo, tutte le zone proibite, le indicazioni sul comportamento delle e con le forze dell’ordine, cosa fare in caso di arresto e altri suggerimenti utili per l’azione che si apprestavano a realizzare. Il tutto concluso con l’affermazione “La legalità non è uno dei parametri in base ai quali portiamo avanti le nostre lotte, seguire alcuni dei suggerimenti qui riportati può comportare la commissione di reati con travisamento e resistenza a pubblico ufficiale”. Con in calce il numero del team legale a cui rivolgersi: 342 8332258.

In questa fase all’interno del gruppo di giovani, particolarmente silenzioso e concentrato, per nulla festoso, erano presenti e parlavano anche alcune persone quaranta-cinquantenni. Il clima appariva normale, di preparazione a un normale corteo. Almeno fino al momento della partenza, quando il gruppo si sarebbe infilato in mezzo al corteo in una posizione precedente ai gruppi dei Cobas e dei migranti. L’intento, come si è rivelato alla fine, era quello di usare il corteo come un corpo molle dall’interno del quale far partire l’attacco programmato.

Uno dei trolley dove erano nascosti gli indumenti con cui i manifestanti si sono resi irriconoscibili
Expo milano - trolley

Durante la loro partenza con il corteo, verso le 15.30, con lo stile già visto in altre manifestazioni del genere, gruppi di giovani a turno – in zone non coperte dalle telecamere presenti nel centro di Milano – coprivano via via con i loro corpi altri di loro, i quali si acquattavano e poco dopo riemergevano vestiti di nero con passamontagna, felpe, fazzoletti e occhiali neri, maschere antigas. In pochi minuti, verso le 15.40, tutta questa parte del corteo è diventata nera, trasformata in un serrato plotone simile a quelli che abbiamo imparato a conoscere come black bloc, lungo alcune decine di metri. Sul terreno, ammucchiati in alcuni punti, rimanevano intanto trolley e zainetti contenenti i vestiti con cui erano arrivati al corteo, abbandonati e ormai superflui.

Il plotone nero ha cominciato a danneggiare tutto ciò che era a portata di mano. Nel frattempo nelle loro mani erano comparsi bastoni, caschi neri, bombolette spray, attrezzi utili a procurarsi pezzi di muro e a trasformare in spranghe di ferro parte degli archetti che delimitano i parcheggi. In mezzo a loro qualcuno spingeva anche un carrello della spesa contenente petardi, bombe carta e molotov ed altro.

Disordini expo - I manifestanti coperti dai caschi

Su via Carducci in particolare sono stati presi d’assalto esercizi commerciali e banche, alcuni dei quali incendiati, pannelli delle affissioni, fioriere; all’angolo con Corso Magenta è stato dato fuoco a due auto, mentre molte altre sono state danneggiate.

Disordini expo - danni 1

È in questo incrocio che c'è stato il momento più critico per quella parte del corteo che non prendeva parte agli scontri. L'azione dei black bloc ha diviso infatti in due parti il corteo. Quelli rimasti in via Carducci non sapevano cosa fare, andare avanti non si poteva, perché c'erano lo scontro con le forze dell'ordine. Ma non si poteva neanche tornare indietro, perché c'erano ancora centinaia di persone che costituivano la coda del corteo.

Il servizio d'ordine di Usb e Cobas ha cercato di far invertire la marcia a questa ultima parte del corteo, ma con scarso successo. La situazione si è sbloccata quando i black bloc si sono allontanati da corso Magenta e su invito delle forze dell'ordine il corteo ha potuto ripartire e riunirsi di nuovo.

Intanto il gruppo dei black bloc è proseguito lungo via Boccaccio, piazza Virgilio, piazza Conciliazione, distruggendo auto e vetrine. All'incrocio con via Pagano hanno incendiato un'auto, creato una cortina di fumo e hanno lasciato sulla strada decine di tute nere e maschere antigas. Come obbedendo a una strategia definita nel dettaglio quelli che prima avevano agito da temibili black bloc si sono dispersi per la città, magari tornando di nuovo ragazzi vestiti normalmente, senza indumenti e altri accessori di colore nero. Questa sera resteranno in città e davanti a loro c’è tutto un fine settimana durante il quale potranno compiere se lo vorranno altri attacchi rapidi e devastanti.

Disordini expo danni 2

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