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Tutto esaurito per “Asmarina”: quel pezzo di Eritrea che ha permeato l’Italia

Il film fa parte del 25esimo festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, in corso a Milano con più di 60 titoli. Era l’unica pellicola in anteprima mondiale, racconta la storia della comunità eritrea ed etiope che abita tra Milano e Bologna

06 maggio 2015

- MILANO – C'era il tutto esaurito, ieri sera, al Cinema Beltrade di Milano per la prima mondiale di Asmarina, un film con la regia di Alan Maglio e Medhin Paolos. La pellicola fa parte dei film di cartello del venticinquesimo Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina. La rassegna, cominciata il 4 maggio, entra ora nel vivo e durerà fino al 10 maggio. Asmarina è l'unica anteprima mondiale presentata nella rassegna, che conta 60 titoli suddivisi in sette sezioni, con 30 prime italiani e tre europee. La ressa di ieri sera al Beltrade ha obbligato gli organizzatori ad una seconda proiezione fuori programma. Per chi si fosse perso il film, un altro spettacolo è previsto alle 14.30 di venerdì 8 maggio allo Spazio Cinema Oberdan di Milano.

Asmarina è una storia che nasce tra gli archivi fotografici della famiglia Paulos, di cui è parte una dei due registi. Medhin Paulos è anche storica esponente della Rete G2 di Milano. Dalle proprie fotografie di famiglia scaturisce un percorso di ricerca, durato un anno e mezzo, che conduce i due registi nei salotti delle famiglie di origine eritrea ed etiope ormai trapiantate a Milano da più di 30 anni.

Il film si muove tra Porta Venezia, la piccola Asmara di Milano, e Bologna, città dove da anni si tiene il congresso nazionale dell'opposizione eritrea, un evento che porta nel capoluogo emiliano più di 20 mila persone ogni volta. Il film ha un tono intimo e familiare che avvicina molto i protagonisti di ogni storia impressa su pellicola. Ne tratteggia le abitudini italiane ed eritree, il loro perfetto mix che le rende così speciali. E si scopre quanta Italia sia rimasta ancora in Eritrea e quanta Eritrea abbia permeato la storia italiana, milanese in particolare.

Non è solo l'affermazione dell'identità meticcia delle seconde generazioni, ma un ricordo accorato dell'ostinazione della prima generazione di migranti (a cui si aggiungono profughi e rimpatriati forzosamente), giunti in Italia e capaci da zero di costruire una comunità oggi molto importante nel tessuto sociale di Milano. Il tutto con il sottofondo di Asmarina, una canzone degli anni Trenta cantata da Mimmo Carolei, italiano d'Eritrea che celebrava con le sue parole la bellezza di Asmara e delle ragazze che la abitavano. (lb)

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