:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Somalia, abusi sessuali invece di aiuti umanitari. Soldati Amisom sotto accusa

L’Unione Africana indaga sui casi di presenti stupri commessi dai militari della missione di pace operante nel paese, rivelati in un rapporto di Human rights watch. L’iniziativa ha il sostegno di Ue e Stati Uniti

14 maggio 2015

NAIROBI – L'Unione Africana (Ua) sta indagando su presunti casi di abusi sessuali commessi dai soldati della “Missione Somalia” dell'Unione Africana (Amisom). Le indagini sono partite a seguito del rapporto di Human rights watch (Hrw) in cui l'organizzazione internazionale per i diritti umani ha denunciato diversi casi di abuso sessuale e sfruttamento da parte dei soldati a partire dal 2013.

Secondo il rapporto del settembre 2014, intitolato “Il potere che questi uomini esercitano su di noi” (“The power these men have over us”) i soldati dell'Amisom, aiutati da intermediari somali, avrebbero utilizzato una serie di strategie, come la scusa degli aiuti umanitari, per trascinare donne e ragazzine nell'attività sessuale forzata. Avrebbero poi stuprato o violentato sessualmente le donne recatesi presso i campi-base dell'Amisom in cerca di assistenza medica ed acqua. “Alcuni soldati dell'Unione Africana hanno abusato dei propri poteri sfruttando la vulnerabilità di donne e ragazzine somale”, afferma Liesl Gernholtz, direttore del comitato per i diritti delle donne di Human Rights Watch. “La Somalia ha già molti problemi difficili da gestire. Il governo somalo assieme alla leadership dell'Unione Africana dovrebbe porre fine agli abusi sessuali facendo pressione sui paesi che inviano le truppe affinché puniscano i responsabili”.

Un'associazione di cui fanno parte gli stati membri UE, Norvegia, Svizzera e Stati Uniti, chiamata Human Rights Working Group(Hrwg), ha appoggiato la mossa dell'Unione Africana. “Lo consideriamo un buon tentativo per colpire i responsabili delle violenze sessuali denunciate da Hrw nel rapporto. Ora è importante che l'Unione Africana si metta all'opera”, ha detto Hrwg in una dichiarazione ufficiale. Secondo l’associazione, l'Unione Africana deve far sì che i paesi che collaborano con Amisom (cioè quelli che inviano le proprie truppe in Somalia) contribuiscano punendo i connazionali responsabili.

Hrwg ha poi spronato l'Unione Africana ad attuare le dure norme previste in caso di cattiva condotta e abusi durante le operazioni di pace, secondo la politica di tolleranza zero dell'UA su tali questioni. Cosa più importante, Hrwg ha richiesto all'Unione Africana di istituire a Mogadiscio un centro dove le vittime di abusi potranno denunciare i crimini subiti, con la garanzia della riservatezza totale e della protezione da rappresaglie.

Bisogna anche accertarsi che le operazioni Amisom vengano condotte in rigida conformità con il Diritto internazionale umanitario (legge che regola le situazioni di guerra) e con i diritti umani. Perciò l'Unione Africana è stata sollecitata a rendere obbligatoria per lo staff impiegato nelle missioni di pace una formazione specifica sulle questioni di genere e sui diritti umani (sulla base del Gender Training Manual dell'UA).

Per sottolineare la serietà della questione, Hrwg fa notare che la responsabilità di far rispettare il Diritto Internazionale Umanitario e i diritti umani è nelle mani delle stesse forze armate attive in Somalia. A questo proposito Hrwg si è rivolta direttamente al governo federale somalo, per chiedere di realizzare il National Action Plan, cioè un piano di azione contro la violenza sessuale per porre fine all'impunità, garantire le giuste procedure giudiziarie e salvaguardare i diritti delle vittime e delle persone a rischio. 

© Copyright Redattore Sociale

Ti potrebbe interessare anche…

Stampa Stampa