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Special Olympics, per volare a Los Angeles mancano 40 “adozioni”

Sono 101 gli italiani che dal 25 luglio al 2 agosto partecipano all’evento mondiale dedicato agli atleti con disabilità intellettiva: raccolta fondi aperta per coprire i costi della trasferta. Il presidente Coni, Malagò: “Grazie per la vostra energia”

05 giugno 2015

ROMA – Settemila atleti da 170 nazioni, con 30 mila volontari, 3 mila allenatori e mezzo milione di spettatori. Sono i numeri dei Giochi mondiali estivi di Special Olympics, il programma internazionale dedicato ad atleti con disabilità intellettiva, che si svolgeranno dal 25 luglio al 2 agosto a Los Angeles. Gli atleti gareggeranno in 20 discipline. La delegazione italiana sarà composta da 101 atleti, 39 tecnici e 3 delegati. Ma per andare (e tornare) da Los Angeles, in presenza di finanziamenti pubblici minimi, c’è bisogno di un aiuto da parte di tutti: con l’iniziativa “Io adotto un campione” si punta a raccogliere i fondi necessari per gli alti costi della trasferta. Ad oggi, oltre 60 atleti sono stati virtualmente adottati, ma ne mancano ancora una quarantina per arrivare a coprire tutta la spesa necessaria. “Tutti possono contribuire con una donazione”, è l’appello lanciato questa mattina, a Roma, dalla sala dei presidenti del Coni, dove è stato ufficialmente presentato l’evento che per numero di partecipanti e coinvolgimento di paesi rappresenta uno dei più grandi appuntamenti sportivi dell’anno. L'iniziativa viene diffusa anche tramite dei video-appelli che personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo hanno realizzato per invitare tutti a contribuire all'evento: le storie degli atleti e i video di promozione sono visibili sul sito "Io adotto un campione".

“L’eterogeneità del movimento sportivo è impressionante – dice Giovanni Malagò, presidente del Coni – e siamo molto felici di appoggiare Special Olympics, che è una delle associazioni benemerite riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano: qui si custodiscono gli ingredienti di base del nostro mondo e per questo dico grazie, perché so quanta energia, quanta fatica, quanto sudore c’è dietro a tutto questo”.

“Questi ragazzi – spiega Maurizio Romiti, presidente di Special Olympics Italia - faranno un volo lunghissimo per vivere un’esperienza grandiosa e bellissima, che rimarrà nel loro cuore per tutta la vita. Mandiamo un grande messaggio: per ciascuno di questi ragazzi ci sono progressi da fare e obiettivi da ricordare. Facendo competere assieme, poi, nelle discipline “unificate” ragazzi con e senza disabilità lavoriamo per migliorare ulteriormente la valorizzazione delle capacità di questi ragazzi, favorendo l’inclusione delle persone con disabilità nella società civile”. Un impegno che viene sostenute da persone e aziende: “Il contributo pubblico è minimo ma questo non è per noi motivo per fermarci, andiamo avanti ugualmente grazie all’aiuto di tutti”.

La cerimonia di apertura si terrà il 25 luglio al Los Angeles Memorial Coliseum, sede dei Giochi olimpici del 1932 e del 1984. La torcia olimpica è stata accesa ad Atene lo scorso 14 maggio ed è ora in viaggio attraverso i 50 Stati che compongono gli Usa. Nei giorni immediatamente precedenti l’evento, dal 21 al 24 luglio, le delegazioni di tutto il mondo saranno ospitate nel sud della California, con un programma di ospitalità che offrirà agli atleti la possibilità di conoscere le tradizioni locali, di familiarizzare con un ambiente nuovo e rappresenterà un momento di integrazione e scambio culturale.

Special Olympics è un programma internazionale di allenamenti dedicato a persone con disabilità intellettive che attraverso la pratica sportiva mira a favorire ed accrescere l’integrazione sociale: puntando sulla socialità e sulla relazione, e mettendo invece in secondo piano l’agonismo e la competizione, il programma è diffuso in oltre 170 nazioni e coinvolge fra atleti, tecnici, allenatori e familiari milioni di persone in tutto il mondo. Quella di Los Angeles è la tredicesima edizione dei Giochi Estivi. (ska)

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