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Piano B di Renzi sui migranti, la Caritas: "Provocatorio e inapplicabile"

Per Oliviero Forti, l'ipotesi di dare permessi temporanei per varcare la frontiera sarebbe sconfessato dall'Europa. Pericoloso anche costringere i paesi che soccorrono a fasi carico dell'accoglienza: "indebolirebbe il sistema salvataggio". Soddu tuona contro l'Europa: "Vergognoso quanto successo a Ventimiglia"

15 giugno 2015

TUNISI - "Capiamo la preoccupazione di Renzi rispetto a quanto sta accadendo, e il messaggio che tenta di dare a un'Europa che si sta dimostrando disunita rispetto a una questione che invece richiede collaborazione, ma le soluzioni che abbiamo appreso a mezzo stampa sono provocatorie, pericolose e in alcuni casi inapplicabili". A margine del convegno internazionale Migramed che si apre oggi a Tunisi, commenta così Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas italiana, il "piano B" sull'immigrazione annunciato ieri da Matteo Renzi.
- Il piano pensato dal presidente del Consiglio prevedrebbe una serie di soluzioni congiunte per convincere tutti i paesi europei a farsi carico dell'accoglienza dei migranti. Tra le ipotesi di cui si discute in queste ore quella del rilascio di permessi temporanei per motivi umanitari, una possibilità prevista dall'articolo 20 del Testo unico sull'immigrazione e che permetterebbe ai migranti di varcare regolarmente la frontiera italiana. "Questa non è una soluzione ma piuttosto una provocazione - spiega Forti - in passato lo ha già fatto Maroni ai tempi dell'emergenza nord Africa, ma siamo stati subito sconfessati dall'Europa perché la Francia ha fatto carta straccia di quei permessi. Servono, invece, soluzioni condivise e che rientrino nell'alveo della legalità".

A non convincere il responsabile immigrazione della Caritas è anche l'intenzione di costringere i paesi che soccorrrono i profughi nel Mediterraneo con le loro navi a farsi carico dell'accoglienza. "La questione collegata ai natanti rischia di rendere più rischioso il sistema dei soccorsi in mare, già gravemente indebolito nel passaggio da Mare nostrum a Triton - aggiunge - Se dovesse passare questa ipotesi molti paesi si farebbero indietro, e non credo sia una soluzione del tutto applicabile, visto che secondo le regole i migranti vanno soccorsi e portati nel primo porto sicuro. Quello che propone Renzi è più provocatorio che realistico". "Tra l'altro - aggiunge Forti - come facciamo a chiedere all'Europa di rendersi parte attiva nell'accoglienza se siamo noi i primi a non garantirla? Lo dimostra quanto sta accadendo a Roma e Milano, dove la mancata collaborazione delle regioni, in primis Veneto e Lombardia, ha determinato soluzioni fortemente emergenziali come le tendopoli".

Molto forte è anche la critica all'Europa che il direttore di Caritas italiana, Francesco Soddu, ha voluto lanciare in apertura del convegno internazionale di Tunisi. "Quello che abbiamo visto a Ventimiglia e Bressanone è vergognoso - ha detto - queste sono situazioni paradigmatiche che dimostrano un'Europa assente di fronte a questi problemi". Al Migramed di Tunisi, organizzato da Caritas italiana in collaborazione con Caritas Europa e Caritas internationalis partecipano i rappresentanti di 16 paesi dell'Europa e del Mediterraneo tra cui Francia, Marocco, Algeria, Tunisia, Gibuti, Libia e Libano. Il convegno si concluderà il 17 giugno. (ec)

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Tag: Oliviero Forti, Tunisia, Rifugiati, Francesco Soddu, Caritas italiana

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