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Abusi sui minori, condannati i fondatori della comunità Il Forteto

Per anni hanno abusato e maltrattato i ragazzini ospiti della comunità del Mugello. Il fondatore condannato a 17 anni, ma non andrà in carcere. Per tanto tempo, Il Forteto è stato dipinto come struttura d’eccellenza, poi le testimonianze delle vittime e l’inchiesta

18 giugno 2015

FIRENZE - Dopo novanta udienze, sono arrivate le condanne per i fondatori del Forteto, la comunità per minori in cui sono stati scoperti gravi abusi sui piccoli ospiti. Il fondatore Rodolfo Fiesoli, accusato di abusi sessuali e maltrattamenti è stato condannato a 17 anni e 6 mesi, mentre i suoi fedelissimi Luigi Goffredi e Stefano Pezzati sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 4 anni.

La storia della comunità. La comunità viene fondata da Rodolfo Fiesoli, denominato ‘il profeta’, nel 1977 a Bovecchio nei pressi di Barberino di Mugello. Obiettivo della comunità, secondo i fondatori oggi accusati, creare una comunità produttiva e alternativa alla famiglia tradizionale in nome di Don Milani e elle teorie di Gian Paolo Meucci. Inizialmente composta da 33 giovani, la comunità è ampiamente cresciuta fino a diventare una grande realtà economica del territorio mugellano.
Una vicenda, quella del Forteto, che da anni agita l’opinione pubblica e la politica toscana, visto che il centro per minori veniva spesso descritto come luogo d’eccellenza per i bambini e adolescenti. Tanti politici sono passati da quel posto, tra campagne elettorali e ingenti finanziamenti. La Regione Toscana divenne un suo importante interlocutore. Oggi la comunità si è trasferito a Vicchio, sempre nel Mugello.

Testimonianze e condanne. Rodolfo Fiesoli viene arrestato nel dicembre 2011 dopo la denuncia di alcuni ragazzi che vivevano nella comunità. Nel 1985 la Corte d’Appello di Firenze aveva già condannato i due fondatori per maltrattamenti e atti di libidine. E nel 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo sanzionò l’Italia per i rapporti recisi tra genitori e figli. Nonostante quelle condanne però il tribunale per i minori ha continuato per decenni ad affidare i bambini alle coppie che vivevano all’interno della comunità. Poi nel 2011 il via all’inchiesta con le testimonianze fiume delle vittime. Spiega il pm Ornella Galeotti: “I bambini venivano separati dai fratelli e la famiglia originaria veniva denigrata, nessuna coppia era sottoposta a valutazione e i bambini venivano aiutati a costruire ricordi falsi che in molti casi sono costati anni di carcere ai genitori”. Nonostante la condanna a 17 anni, Fiesoli non andrà in carcere in attesa del terzo grado di giudizio. Fino a ieri gli è stato vietato di abitare nei comuni del Mugello. Ma la misura cautelare è ormai scaduta. Le vittime non digeriscono che Fiesoli possa essere libero e magari tornare a fare del male ai ragazzini.

Complessivamente, ci sono state oltre 90 udienze: Condannati, sempre per maltrattamenti, altri collaboratori di Fiesoli: Francesco Bacci (3 anni e 6 mesi), Angela Maria Bocchino (1 anno), Mariella Consorti (3 anni e 6 mesi), Marida Giorgi (1 anno), Silvano Montorsi (3 anni e 6 mesi), Stefano Paolo Pezzati (4 anni e 6 mesi), Gianni Romoli (3 anni), Stefano Sarti (3 anni), Elisabetta Sassi (3), Luigi Serpi (4 anni e 6 mesi), Francesca Tardani (3 anni e 6 mesi), Elena Maria Tempestini (3 anni e 6 mesi), Mauro Vannucchi (4 anni e 6 mesi). Fiesoli e Goffredi sono stati anche interdetti «in perpetuo» dai pubblici uffici. Sette gli assolti: Elena Lascialfari, Matteo Pizzi, Domenico Premoli, Sauro Massimo Sarti, Andrea Turini, Marco Ceccherini, Doriano Sernissi.

Le reazioni della politica. “E’ una sentenza che segna un passaggio importante nella lunga e travagliata vicenda del Forteto, facendo luce sulle responsabilità che da tempo aspettavano di essere chiarite. Un grazie sentito alla magistratura che ha evidenziato un crimine grave a danno di persone deboli e prive di strumenti di difesa". Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. "Sentenza – ricorda il presidente – che conferma quanto sia stata opportuna e anzi doverosa la scelta della Regione Toscana di costituirsi tempestivamente parte civile, proprio per dare un sostegno alle vittime e chiedendo il risarcimento del danno all'immagine subìto a causa dei danni ipotizzati. Certo tutto questo non può cancellare l'amarezza per una vicenda così dolorosa, causa di sofferenza per tante persone". A questo proposito, ricorda il presidente, la Regione ha attivato e chiuso poche settimane fa un bando per sostenere e ridare autonomia a minori e giovani usciti dal Forteto.

“Questa sentenza e questo processo – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella - mettono a nudo una vicenda drammatica, una storia che dimostra quanto abominevole possa essere l’azione dell’uomo quando utilizza i minori sfruttando la fiducia dei cittadini e delle istituzioni”.

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Tag: Il Forteto, giustizia, infanzia, abusi, Minori

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