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Rifugiati, l’integrazione passa anche da Radio Sprar

Nata a Barcellona Pozzo di Gotto, coinvolge i richiedenti asilo dello Sprar gestito dall’associazione I Girasoli onlus. Calogero Santoro: “La musica è veicolo di crescita, di conoscenza, di un modo per rompere schemi e difficoltà comunicative con gli altri”

18 giugno 2015

PALERMO - Radio Sprar combatte i cattivi risvegli. Radio Sprar informa, canta e legge poesie a voce alta. Radio Sprar è voce del mondo nel mondo. Sono questi gli slogan con cui è partita, ormai da una anno, la radio in cui operano i richiedenti asilo, mettendo musica e nello stesso tempo imparando l’italiano, leggendo poesie e affrontando temi di attualità. Il laboratorio è portato avanti dall’associazione I girasoli onlus che gestisce lo Sprar di Barcellona Pozzo di Gotto dove sono accolti 37 immigrati. I primi ad iniziare sono stati 8 richiedenti asilo, coordinati dall’operatore Nicola Isgrò, appassionato di musica e attivista dell’Arci.

Inizialmente l’obiettivo era insegnare l’italiano ai migranti in modo più innovativo e coinvolgente. Tra di richiedenti asilo, un contributo importante per la ricerca delle notizie internazionali è stato dato da Aziz di 25 anni che in Somalia faceva il giornalista e che, imparando bene l’italiano, si è impegnato in maniera creativa e significativa per la radio. Aziz è riuscito a video- intervistare, due mesi fa, con il video “liberi tutti”, anche tre internati dell’ex Opg di Barcellona. Il giovane per adesso è partito per favorire il ricongiungimento familiare della moglie. Poi c’è Mussa, 29 anni,del Gambia, appassionato di musica reggae. Gli altri ragazzi a giro partecipano in vario modo, organizzando il palinsesto, preparando gli stacchetti e scegliendo la musica.

Com’è nata Radio Sprar. L’idea della radio è partita, però, dal giovane attivista dell’Arci e operatore dello di Barcellona P. G. Nicola Isgrò che appare molto soddisfatto di avere avviato questo servizio. “Essendo stato chiamato per fare delle lezioni di italiano e informatica – racconta – mi sono a poco a poco reso conto che le difficoltà nell’approccio con la nostra lingua erano parecchie e occorreva studiare un modo per renderli più partecipativi e motivati evitando gli scoraggiamenti e la pesantezza che potevano avere delle lezioni tradizionali d’Italiano. Così, notando quanta familiarità avevano con la musica, ho pensato alla radio e alle notevoli potenzialità che poteva avere questa. Mi sono reso conto che la musica poteva diventare un modo per attivare e migliorare tante altre competenze. Uno strumento come la radio rende alcune giornate più divertenti e leggere, in attesa delle pratiche per il riconoscimento della richiesta d’asilo. Abbiamo deciso così, un anno fa, di registrare la prima traccia con pochissimi strumenti e poi a poco a poco il nostro percorso si è andato evolvendo”.

“L’integrazione passa anche dalla radio web. E’ stata una scommessa che sta avendo successo perché la musica è veicolo di crescita, di conoscenza, di un modo per rompere schemi e difficoltà comunicative con gli altri. Radio Sprar è nata nella nostra struttura di Barcellona P. G. e piano piano la stiamo diffondendo con altre postazioni mobili in altre nostre realtà come a Mazzarino e a Caltanissetta – racconta Calogero Santoro, presidente dell’associazione I girasoli onlus -. La piattaforma radiofonica web è nata con l’intento di fare esprimere ai nostri ragazzi con la musica la loro cultura di appartenenza e quella del paese in cui sono ospiti. Un’opportunità significativa per creare cultura, sviluppare relazioni e prendere consapevolezza del territorio”. “Con il Ministero della gioventù a fine mese firmeremo la convenzione per l’avvio, insieme ad altri partner, di un progetto di inclusione sociale di giovani e migranti in cui ci sono dei fondi per implementare la radio web – continua -. Riusciremo in questo modo ad avere una sede e a fare decollare la piattaforma radio magari acquistando gli spazi radio in diretta. La sfida più ardua è quella di aprirci sempre più all’esterno. Inoltre, da poco abbiamo iniziato un gemellaggio, anche, con Radio Voce contadina di Roma dedicata al mondo rurale ed è in corso, prossimamente, anche l’incontro con Radio Ghetto di Foggia a cui partecipano i migranti richiedenti asilo che lavorano la terra”.

“La radio è apertura e accoglienza. In un mese facciamo anche 800 ascoltatori ed è una soddisfazione. La musica africana è un patrimonio da scoprire – aggiunge Nicola Isgrò, laureato in comunicazione internazionale -. In radio mettiamo musica varia, ricca di più contaminazioni culturali. Sono siciliano e lavorare nella mia Isola, dedicandomi alla mia terra in un lavoro che mi piace mi rende felice. La multiculturalità è il futuro del nostro mondo contro ogni chiusura.  Il mio progetto nello Sprar doveva essere di 20 h e, invece, sono impegnato da un anno. Con alcuni di loro, Lamin e Usman stiamo preparando uno spettacolo pubblico in cui con delle basi canteranno in freestyle rap. Il 28 agosto sarà poi il compleanno di radio Sprar in cui apriremo un confronto con i nostri ascoltatori per scegliere il logo e iniziare così anche a stampare delle magliette promozionali. L’obiettivo con il tempo è quello di riuscire ad arrivare a una programmazione di 24 h per tutti i giorni come gli altri network. Spero anche di migliorare la mia formazione a Roma in modo da potere fare diventare la nostra piattaforma la voce degli Sprar d’Italia”. (set)

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Tag: Sprar, Rifugiati, Richiedenti asilo

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