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European drug report 2016

31/05/2016

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Giornata contro la tortura: 141 i paesi che la praticano

Iniziative e raccolte di firme in tutto il mondo per il 26 giugno, giorno scelto dall’Onu per ricordare le vittime. Celebrazioni anche in Italia con eventi da Venezia a Reggio Calabria. Per l’occasione Amnesty Italia invita il Parlamento, ancora una volta, a introdurre il reato

25 giugno 2015

BOLOGNA – Iniziative pubbliche e raccolte di firme. In oltre 55 Paesi del mondo ci si sta preparando per celebrare il 26 giugno, giorno scelto dalle Nazioni Unite per ricordare le vittime di tortura. È Amnesty International – che nel 2014 ha lanciato la campagna “Stop alla tortura” – a ricordare che, a 31 anni dall’entrata in vigore della Convenzione Onu contro la tortura, ratificata da 157 Paesi, sono migliaia le persone che subiscono torture in ogni parte del mondo: negli ultimi 5 anni l’Associazione ha denunciato casi, isolati o regolari, di tortura o altri maltrattamenti in 141 Paesi, tra cui Filippine, Marocco, Messico, Nigeria e Uzbekistan. In particolare, Amnesty ha lanciato una raccolta di firme per due casi: Yecenia Armenta, madre di 2 bambini, che ha trascorso quasi 3 anni in un carcere del Messico per aver confessato di avere ucciso il marito dopo 15 ore di tortura, violenza sessuale e minacce di violenza nei confronti dei figli, e Muhammad Bekzhanov, giornalista uzbeko in carcere dal 1999, giudicato colpevole di aver preso parte ad alcuni attentati in seguito a una confessione estorta con tortura, tra cui pestaggi, soffocamento e scariche elettriche. 

Anche l’Italia si prepara per celebrare la Giornata internazionale contro la tortura e per l’occasione, la sezione italiana di Amnesty invita ancora una volta il Parlamento a introdurre nel codice penale il reato di tortura. Anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano, intervenendo al convegno ‘Sicurezza globale per lo sviluppo e la legalità’ ha ribadito l’importanza di introdurre la norma anti-tortura in Italia, ma solo dopo aver rassicurato le forze di polizia che tale reato non dovrebbe e non sarà usato per criminalizzare il loro operato complessivo. “Apprezziamo il fatto che il ministro dell’Interno riconosca la necessità della legge sul reato di tortura, Amnesty International è convinta che la sua introduzione, sanzionando comportamenti criminali individuali, sarebbe nell’interesse delle forze di polizia e contribuirebbe a rafforzare il clima di fiducia tra le stesse e i cittadini – ha dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia – Dopo aver rassicurato le forze di polizia, il ministro Alfano dovrebbe rassicurare anche la Corte europea dei diritti umani, il Comitato contro la tortura delle Nazioni Unite, il Consiglio dei diritti umani dell’Onu e la comunità internazionale nel suo complesso che è volontà effettiva del governo italiano onorare l’impegno preso 26 anni fa con la ratifica della Convenzione contro la tortura. Dopo 4  legislature – ha concluso Marchesi – non può trascorrerne un’altra senza il reato di tortura”.

In occasione del 26 giugno sono diverse le iniziative promosse in Italia. A Venezia, il Centro studi sui diritti umani dell’Università Ca’ Foscari propone un seminario interidisciplinare sul tema “tortura e infanzia” con la partecipazione di associazioni che lavorano per tutelare i diritti dei minori. Obiettivo? Dare voce ai bambini e alle bambine vittime di tortura nelle situazioni di conflitto, in contesti familiari, nelle rotte migratorie e della prostituzione. Nella prima parte della giornata verrà fornita una prospettiva storica alla luce dei due conflitti mondiali, mentre nella seconda ci si concentrerà sulle torture del mondo contemporaneo, in particolare con riguardo a forme di violenza assistita e all’infanzia con un approfondimento sui minori migranti. Il pomeriggio sarà aperto da un video proposto al Festival internazionale Un film per la pace e poi si parlerà di torture importate ed esportate ovvero quelle che non si compiono in Europa ma che in un modo o nell’altro sono collegate a essa. Sostenuto da Europe Direct e organizzato con la collaborazione della rivista “Dep, deportate, esuli, profughe” e l’appoggio del Centro Pace del Comune di Venezia, l’incontro si tiene il 26 giugno dalle 9 alle 18 a Ca’ Foscari (Aula Baratto).

In Messico lo scorso 7 giugno, in occasione delle elezioni municipali a Ocosingo (Chiapas) la polizia ha proceduto ad arresti e aggressioni arbitrarie nei confronti di 11 persone. In Arabia Saudita è stata confermata la sentenza di condanna a mille frustate e a 10 anni di carcere per il blogger Raif Badawi, arrestato nel 2012 per oltraggio all’Islam e processato per apostasia. Sono le “chiamate urgenti” sui cui Acat Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura) punta i riflettori nel mese di giugno in occasione della Giornata internazionale contro la tortura e che verranno ricordate nella veglia di preghiera indetta a livello internazionale – insieme alla Federazione internazionale delle Acat (Fiacat) – per la notte tra il 26 e il 27 giugno. Sarà un momento di riflessione che si terrà in contemporanea in diversi Paesi del mondo per ricordare e sostenere le vittime di tortura. Per quanto riguarda l’Italia, Acat rivolge un pensiero ai migranti e ai richiedenti asilo che arrivano sulle nostre coste dopo aver affrontato viaggi pericolosi e spesso essendo stati vittime di maltrattamenti e torture nei Paesi di transito, e invita tutti i cristiani a “farsi parte attiva per il superamento di ogni egoismo e per vedere nel migranti non un nemico ma un fratello bisognoso di aiuto”.

Il 27 giugno a Reggio Calabria il Gruppo Italia 292 di Amnesty International organizza una manifestazione  per sollecitare l’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano. L’evento prevede un corteo che partirà alle 18 e si snoderà lungo corso Garibaldi e che si concluderà in piazza Italia. Durante il percorso, verranno ricordati alcuni casi di tortura rimasti impuniti in Italia, tra cui le violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia durante il G8 di Genova, in particolare a Bolzaneto. (lp) 

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Tag: Tortura, Amnesty International

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