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“Arte nel cuore”, ragazzi disabili diventano artisti professionisti

E’ la prima accademia dedicata anche a ragazzi con disabilità: una scuola gratuita di teatro, cinema, danza e musica. Allievi in carrozzina, con sindrome di Down, ciechi e sordi si allenano tutti i giorni per diventare degli artisti professionisti. E dimostrano che il talento può abbattere qualsiasi pregiudizio

12 luglio 2015

ROMA - Dove c’è talento non esistono barriere. E’ questo il motto dell’accademia “Arte nel cuore”, una scuola di teatro, canto, musica, danza, scenografia, scrittura, fotografia, regia che a Roma accoglie ragazzi disabili e normodotati. Allievi in carrozzina, down, ciechi, sordi o con un handicap intellettivo studiano per cinque anni seguiti da insegnanti professionisti.

L’obiettivo della nostra accademia è quello di formare questi giovani e dare loro la possibilità di lavorare”, spiega la presidente Daniela Alleruzzo. “All’inizio non è stato facile, non avevamo né fondi né un posto dove allenarci. Poi sono arrivati i primi sponsor e il nostro progetto è partito”, racconta. “Ad ottobre “Arte nel cuore” compie dieci anni. Alcuni dei nostri ragazzi hanno firmato dei contratti importanti: dieci di loro hanno recitato nella fiction di Raiuno “Una grande famiglia 3”, abbiamo fatto due cortometraggi, a dicembre inizierà il tour della compagnia teatrale e abbiamo in programma anche la realizzazione di un film”. A supportare gli allievi c’è anche una equipe psico-pedagogica.

l'arte nel cuore foto 2

“Per entrare in accademia si deve affrontare una audizione ma non chiudiamo le porte in faccia a nessuno. Abbiamo organizzato due percorsi: i ragazzi con maggiori difficoltà nei movimenti e nell’apprendimento vengono iscritti alla scuola, gli altri all’accademia, dove si richiede un impegno di studio più elevato. Possono scegliere tra venti corsi diversi. Conosco bene il mondo della disabilità perché l’ho vissuta in famiglia e non volevo creare una isola speciale solo per disabili. Volevo che studiassero insieme ai normodotati e che si sentissero integrati”.

Quest’anno hanno sbancato il botteghino portando in scena al teatro Olimpico di Roma lo spettacolo “Una pensione tutta pazza”, con la regia di Emiliano De Martino e Marta Iacopini. La protagonista assoluta è stata Emanuela, una ragazza down di 28 anni che da sempre sogna di diventare una attrice. “Abbiamo scelto una commedia di Totò e sono sicura che da lassù mi abbia aiutato a ricordare tutte le battute”, dice sorridendo Emanuela. “Non voglio essere famosa o ricca, voglio emozionare il mio pubblico. Ai ragazzi che desiderano intraprendere questo percorso consiglio di non nascondere il proprio talento ma di farlo vedere, di aprirsi al mondo perché è la cosa più bella”.

L'arte nel cuore foto 1

Mattia, un giovane di 19 anni, non ha nessuna disabilità ma ha deciso ugualmente di frequentare questa accademia speciale. “L’Arte nel cuore offre l’opportunità a chiunque di diventare un artista professionista. All’inizio vivere con questi ragazzi è stato uno choc, ma adesso è la mia seconda famiglia. Questo progetto ti arricchisce a livello umano e un attore che è pieno dentro comunica di più sul palco anche se non ha una tecnica perfetta”, afferma sicuro Mattia.

Ogni anno arrivano centinaia di richieste da tutta Italia, come spiega Alleruzzo: “Attualmente seguiamo 150 ragazzi, ma siamo costretti a rifiutare alcune domande per mancanza di fondi. Abbiamo addirittura due pullman che arrivano dalla Puglia e dalla Calabria. La nostra accademia è unica al mondo. La più grande soddisfazione è quella di vedere che questi ragazzi migliorano la loro patologia: significa che l’arte è una terapia”. (Maria Gabriella Lanza)

© Copyright Redattore Sociale

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