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Tornado nel Veneto: i profughi aiutano a rimuovere le macerie

Una trentina hanno chiesto di poter dare il loro contributo nell'alleviare le difficoltà degli abitanti della Riviera del Brenta (Venezia). Don Luca Favarin: “Persone con un passato drammatico, per loro condivisione e solidarietà sono naturali”

11 luglio 2015

VENEZIA - Tra le macerie, per aiutare gli abitanti della Riviera del Brenta (Venezia), colpita lo scorso mercoledì da un tornado, ieri c’erano anche una trentina di profughi. Ospitati dall’ostello di Giare di Mira, da Padova, da Casa don Gallo e dalla cooperativa "Percorso vita", hanno chiesto di poter essere utili per aiutare a rimuovere le macerie. “È naturale che chi nella vita ha vissuto sulla propria pelle una tragedia si metta a disposizione per aiutare chi a sua volta sta vivendo una situazione difficile e traumatica - commenta don Luca Favarin di “Percorso vita” -. I cosiddetti profughi non sono persone pericolose o portatrici di degrado. sono ragazzi che arrivano con un passato drammatico ma con il desiderio di sporcarsi le mani, di costruire il proprio futuro. per cui parole come condivisione e solidarietà per loro sono abbastanza naturali”. Il gruppo Solidalia di Mirano (Venezia) ringrazia i profughi per il loro impegno diffondendo alcune foto via social network. L’impegno continuerà anche nei prossimi giorni, fino a quando la situazione non tornerà alla normalità. (gig) 

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