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Disabilità, a Los Angeles la carica dei 101 atleti italiani Special Olimpics

Nel numero 7 di “Superabile Inail” storia, ritratti, futuro del primo movimento sportivo per persone con disabilità intellettiva. Ma anche un’intervista allo scultore cieco Tagliaferri, la prima squadra di disabili nelle corse in quad, una guida al cammino di Santiago di Compostela in sedia a ruote

14 luglio 2015

- ROMA – Sono 101 gli atleti italiani Special Olympics che dal 25 luglio al 2 agosto saranno a Los Angeles per disputare i Mondiali estivi del movimento sportivo nato nell’America degli anni Sessanta e oggi diffuso in più di 170 Paesi in tutto il mondo. Questa storia “speciale” è al centro del numero di luglio di SuperAbile Inail, il mensile dell’Istituto per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro sui temi della disabilità. Si tratta di dieci pagine di storie, analisi e ritratti del primo movimento sportivo per persone con disabilità intellettiva, ideato per la prima volta da Eunice Kennedy, sorella del presidente JFK. Insomma, un fenomeno che oggi richiama in California 7mila atleti provenienti da 177 nazioni diverse, insieme a 3mila tecnici, 30mila volontari, e migliaia e migliaia di spettatori: ma è solo la punta dell’iceberg di un movimento formato in tutto il mondo da circa 4 milioni e mezzo di atleti, che hanno partecipato nel corso del 2014 a oltre 81mila eventi e competizioni, anche con l’ausilio di un milione e 350mila volontari.per

Tra gli altri servizi presenti sulla rivista dell’Inail una lunga intervista a Felice Tagliaferri, scultore cieco noto anche per le sue battaglie a favore dell’accessibilità dell’arte da parte di tutti. Tagliaferri, che è figlio di una famiglia di operai emigrata dalla Puglia a Bologna, ha cominciato a lavorare la creta dieci anni dopo essere diventato cieco. Celebre soprattutto per il suo “Cristo rivelato”, in quest’opera l’artista ha reinterpretato il “Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino, esposto nella cappella Sansevero di Napoli, che gli fu impedito di toccare. “Lo scopo era stimolare una riflessione genuina    rispetto al rapporto che le persone cieche hanno con l’arte – spiega –. La maggior parte dei musei motiva il divieto alla fruizione tattile con la necessità di preservare le opere dall’usura, ma in realtà si tratta spesso di un argomento pretestuoso. Il Cristo che ho realizzato può essere toccato da chiunque, e in questo modo ho voluto dimostrare che un blocco di marmo non può rovinarsi solo a causa dello sfioramento, specialmente da parte di dita esperte. Certo, ci sono opere che presentano particolari necessità di conservazione, ma anche in quei casi si potrebbe far molto, per esempio realizzando copie degli originali. Invece le cose vengono lasciate semplicemente come sono”.

Sempre nel numero di luglio di SuperAbile Inail la storia del Team Garpez, la prima e unica squadra italiana di corse in quad formata da soli piloti disabili, impegnata al momento attuale nella preparazione del Mondiale di Pont de Vaux, che si disputerà alla fine di agosto in Francia. E poi un singolare viaggio verso Santiago di Compostela: una meta per tutti grazie anche a una guida realizzata da Pietro Scirdulo, fondatore della onlus Free Wheels, su come affrontare il “cammino” in sedia a ruote. (ap)

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Tag: disabilità intellettive, Special Olympics, Superabile Magazine, Sport per tutti, Sport, Sindrome Down

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