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Ponte Mammolo, dopo tre mesi finisce l'occupazione. Sistemati gli ultimi 20 rifugiati

Lo annuncia l’assessora Francesca Danese: “Sono stati trasferiti temporaneamente in una struttura di proprietà del Comune. Verranno incanalati poi in un percorso di inclusione più ampio, e avviati al lavoro”. Al posto della Comunità della pace sorgerà un giardino

04 agosto 2015

ROMA – Dopo circa tre mesi finisce l’occupazione del piazzale antistante la stazione metropolitana  di Ponte Mammolo. Gli ultimi venti rifugiati che dormivano ancora nelle tende, dopo lo sgombero della Comunità della pace, l’11 maggio scorso, sono stati sistemati in una struttura di proprietà del Comune di Roma. Ad annunciarlo è l’assessora alle Politiche sociali del Comune, Francesca Danese, che questa mattina è stata sentita sul tema anche dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’accoglienza.

- “Abbiamo trovato una sistemazione temporanea in un immobile di proprietà del Comune di Roma, le persone sono state trasferite in questi giorni e saranno poi incanalate in un percorso più ampio di inclusione. Solo cinque, dei 28 rifugiati, hanno rifiutato la soluzione che gli abbiamo proposto -spiega Danese - altri 97 sono stati inseriti in questi mesi in situazioni di autogestione”. Per evitare tensioni nei territori e rispettare la privacy dei rifugiati, vige il più stretto riserbo sulle strutture e i quartieri dove sono stati sistemati i migranti. Quello che si sa è che sono stati anche avviati dei percorsi di inserimento lavorativo, attraverso borse lavoro. Quanto alla situazione del piazzale e del campo sgomberato, dove ci sono ancora detriti e macerie, Danese annuncia che presto l’area verrà bonificata e riqualificata. “Abbiamo chiesto all’Ama di pulire – continua – poi con i ragazzi eritrei e tutte le associazioni che in questi mesi si sono date da fare per loro stiamo pensando a un’operazione di restituzione verso la città. l’idea è di farci un parco”.

L’occupazione del piazzale era iniziata il giorno successivo allo sgombero della Comunità della pace di via delle Messi d’Oro, dove vivevano circa 400 persone tra stanziali (ucraini, sudamericani ed eritrei) e transitanti (in maggioranza eritrei). Molte delle persone che vivevano da circa dieci anni nel campo, erano titolari di protezione internazionale, e avevano rifiutato di trasferirsi nei centri di accoglienza messi a disposizione dal Comune. Anche i transitanti,  per il timore di essere identificati, avevano deciso di sistemarsi temporaneamente nel piazzale. Subito era scattata la gara di solidarietà di cittadini, privati e associazioni. L’azienda Decathlon, sollecita da Medici su Twitter, aveva deciso di donare le cinque tende da campeggio in cui i migranti hanno dormito in questi mesi. Nel tempo alcuni avevano trovato una sistemazione, ma rimanevano senza un tetto gli ultimi venti rifugiati che qualche giorno fa hanno manifestato di nuovo sotto il Dipartimento politiche sociali del Comune di Roma. Poche ore dopo, una sistemazione, seppur temporanea è stata trovata. E le tende sono state rimosse dal piazzale. (ec).

 

 

 

 

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Tag: accoglienza

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