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Profughi Castelfiorentino, chieste le dimissioni dell’assessore al sociale

Dopo l’accoglienza nel casolare diroccato, alcuni partiti e associazioni scrivono una lettera aperta in cui si chiede, oltre alle dimissioni dell’assessore Tafi, le motivazioni che hanno spinto la Prefettura ad appaltare il servizio a una cooperativa di giardinaggio

10 agosto 2015

CASTELFIORENTINO – “L’assessore al sociale Alessandro Tafi si dimetta immediatamente”. E’ quanto chiedono Castello a sinistra, Comunità in resistenza, Cobas Empoli Valdelsa e Rifondazione Comunista di Castelfiorentino all’indomani dell’accoglienza di 36 profughi in un casolare diroccato, nella frazione di Meleto, le cui condizioni sono state raccontate da Redattore Sociale. I quattro gruppi hanno scritto una lettera in cui testimoniano che, dopo una visita alla struttura il 6 agosto, i lavori di ristrutturazione stanno proseguendo. “E’ stata allacciata l'acqua, i locali docce sono stati imbiancati, sono stati posizionati all'esterno 3 bagni chimici, è stata acquistata una nuova cucina, sul pavimento è stato appoggiato il linoleum”. Poi però scrivono: “Ribadiamo che questi lavori andavano fatti prima che i richiedenti asilo arrivassero e non dopo”. Per questo vengono chieste le dimissioni dell’assessore al welfare.

Oltre a questo, viene chiesto alla Prefettura di Firenze di “spiegare pubblicamente in base a quali criteri sia stata incaricata della gestione dell'accoglienza dei profughi la cooperativa Mc Multicons”, che usualmente si occupa di giardinaggio e pulizie. Tra le altre richieste, c’è anche quella di “rendere pubblica la convenzione stipulata fra la Mc Multicons e la Prefettura”. E infine, si chiede “un incontro con l'amministrazione di Castelfiorentino per concordare, insieme a noi e alle associazioni presenti sul territorio e interessate alla cooperazione, nuove modalità per la gestione dell'accoglienza”.

 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: profughi, immigrati, accoglienza

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