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Sagre estive, la difficile battaglia della Lavapiatti mobile contro la plastica

Tremila stoviglie in melammina, policarbonato e acciaio e 1.500 piatti lavati in un'ora. L'idea di Legambiente Basilicata ottiene premi e l'interesse della stampa, ma fatica a contrastare "la comodità a cui la plastica ci ha abituato". C'è l'interesse di altre regioni a replicare il progetto

19 agosto 2015

ROMA - No all’usa e getta: vivere senza plastica si può, a patto di cambiare stile di vita e cultura. E’ l’impegno quotidiano di Legambiente Basilicata, attraverso un progetto che, in un anno di vita, ha riscosso premi e grande successo mediatico: la Lavapiatti mobile. Tre lavastoviglie industriali (due lavapiatti e una lavabicchieri), montate su un rimorchio furgonato di circa 6 metri di lunghezza, con una dotazione di 3.000 stoviglie in melammina, policarbonato e acciaio, a servizio  di  sagre o grandi eventi enogastronomici, che vogliano dire addio a piatti, bicchieri e posate di plastica. 1500 piatti lavati in un'ora garantiscono un servizio impeccabile e adeguato a eventi che richiedano una ristorazione collettiva.

La "Lavapiatti mobile" di Legambiente 2

L’idea dell’associazione, realizzata in collaborazione con il Parco dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese e la partnership tecnica di Electrolux, nell’ambito del progetto “Centro per la sostenibilità” sostenuto da Fondazione con il sud, è nata con l’obiettivo di garantire il servizio nelle tante iniziative enogastronomiche del Parco dell’Appennino Lucano, per eventi a impatto zero. In un anno la lavapiatti è stata presente in diverse iniziative; una le è valsa il premio per la migliore azione per la categoria “associazioni” della Serr 2014 (Settimana europea riduzione dei rifiuti), recentemente assegnato ad Expo. La Serr è una campagna di comunicazione ambientale, finanziata dalla Commissione Europea, che valorizza i cittadini dell’Unione con una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente. Il premio per l’azione anti-spreco è andato a Legambiente Basilicata per “La sostenibilità va a mensa”, voluta in collaborazione con l’Università degli studi della Basilicata, Ardsu e mensa universitaria del Campus di Macchia Romana di Potenza: sono stati sostituiti ai classici vassoi monouso della mensa universitaria  1500 piatti, 500 bicchieri e 500 posate in plastica con una riduzione di rifiuti rispetto alla media giornaliera dell’80% (circa 20 sacchi dell’immondizia da 110 litri ciascuno).

La "Lavapiatti mobile" di Legambiente

Penetrare nella quotidianità, tuttavia, e incidere significativamente nelle azioni, è una strada lunga e difficile. Dopo un anno di vita è tempo di bilanci. “Questo è un tasto dolente: abbiamo parlato con le proloco e con gli organizzatori di eventi enogastronomici, ma abbiamo avuto forti resistenze per l’uso della lavapiatti. Questo è legato alla comodità a cui la plastica chi ha abituato. Ma noi stiamo insistendo”, spiega Daniela Pandolfo di Legambiente Basilicata. “Bisogna abbandonare la mentalità dell’usa e getta. La sfida è  dimostrare che si può fare completamente a meno della  plastica e cambiare stile di vita a 360 gradi”.

Eppure, sottolinea Pandolfo, “l’effetto mediatico è stato dirompente. Ci hanno chiamato da  Milano, dalla Toscana, dalla Puglia. Purtroppo trasportare la Lavastoviglie mobile non è sostenibile, mentre replicare il progetto, con i giusti canali di finanziamento, sarebbe possibile”. (cch)

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Tag: legambiente basilicata, lavapiatti mobile, sostenibilità , Risparmio energetico, legambiente, Ambiente, Rifiuti

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