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Nella favela più grande del Sudamerica si pensa già a Babbo Natale

Considerate le tempistiche e le distanze, la onlus italo-brasiliana ‘Il sorriso dei miei bimbi’ ha già fatto partire la raccolta doni per i piccoli abitanti di Rocinha, l’enorme favela alle spalle della spiaggia di Ipanema

25 agosto 2015

RIO DE JANEIRO – “Lo capisco che parlare di Natale con questo caldo possa sembrare assurdo, ma dobbiamo portarci avanti. Mica vogliamo che Babbo Natale si dimentichi qualche regalo per i nostri bambini”: sorride Barbara Pascali, origini milanesi ma cuore brasiliano dopo che nel 2006 ha scelto di trasferirsi a Bahia dove oggi co-dirige con la reggiana Barbara Olivi ‘Il sorriso dei miei bimbi’, una onlus che si occupa soprattutto di professionalizzazione giovanile nello Stato di Bahia e di alfabetizzazione nella favela di Rocinha, la più grande di tutto il Sudamerica, alle spalle della spiaggia di Ipanema.

Quando al 25 dicembre mancano ancora 4 pagine del calendario da sfogliare, in favela già si pensa alle renne: ogni anno, da 5 anni, la onlus italo-brasiliana raccoglie regali di Natale (o donazioni finalizzate allo scopo) da donare ai bimbi della scuola materna ‘Saci sabe tudo’, che ‘Il sorriso dei miei bimbi’ gestisce. Un’iniziativa più unica che rara in Rocinha, con tanto di Babbo rossovestito che distribuisce i doni. “La nostra organizzazione è assolutamente apartitica e non ha nessuna connotazione religiosa – spiega Pascali –, ma ci sembrava un momento di grande felicità e condivisione quello dello scambio dei regali. È bellissimo riuscirci ogni anno: vedere le faccine dei nostri bimbi, emozionati nel ricevere forse l´unico dono dell’anno, è qualcosa di davvero intenso, difficile da spiegare a parole. È come sentire che la vita scorre nel modo giusto, una vita nella quali tu sei tu, una vita in cui ti riconosci”.

Quali i regali preferiti? Bambole, bigiotteria, trucchi, borsette, t-shirt, profumini, macchinine, robot, costruzioni, palloni da calcio di cuoio sgonfi, magliette di calciatori, occhiali da sole, berretti. “Anche piccolo moto giocattolo: senza armi da fuoco né pile, però”. E poi ancora piatti, bicchieri, posate e coppette di plastica; ciucci, biberon e sonagli per i neonati. Giochi di società per il Caffè letterario che la onlus ha messo in piedi in favela. “Per le donazioni di Natale chiediamo regalini preferibilmente nuovi, mentre per quelle per così dire ‘normali’ vanno benissimo anche cose usate, purché in buone condizioni”. I doni saranno raccolti a Milano e a Roma e poi trasportati da amici e volontari in partenza per Rio: “È per questo che ci tocca partire in così largo anticipo con la campagna”.

La scuola materna ‘Saci sabe tudo’ accoglie fino a 90 bambini dai 2 ai 6 anni: “I piccoli escono già alfabetizzati, il che è molto positivo considerata la precarietà della scuola pubblica, soprattutto in zone depresse come la nostra”. La scuola promuove cultura, arte e sport, con l’obiettivo di sviluppare opportunità che trasformino il potenziale degli alunni in strumenti utili per la vita, grazie all’utilizzo di metodologie che mirano all’apprendimento e alla trasformazione sociale: “Coinvolgiamo i genitori e tutta la comunità nel processo educativo, le insegnanti sono con noi da tanti anni, il team è affiatato e i bambini adorano frequentare le nostre strutture. Non siamo grandi, ma tutto quello che abbiamo lo investiamo nel futuro dei piccoli abitanti di Rocinha”. (Ambra Notari)

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