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A Kinshasa il primo festival contro la discriminazione degli albini

Nella capitale della Repubblica Democratica del Congo tre giorni di eventi per far uscire dall'oscurità le persone affette da questa malattia genetica. In tutta l'Africa le persone albine sono discriminate e nei casi peggiori uccise

28 agosto 2015

- “Orgogliosi di essere albini!” Questa è la frase che echeggerà fino a sabato 29 agosto per le strade della capitale della Repubblica Democratica del Congo. A Kinshasa infatti è in corso il primo festival dedicato alle persone affette da questa malattia genetica come riporta il mensile Africa. Tutto ha avuto inizio il 13 giugno scorso quando le Nazioni Unite hanno istituito la prima giornata internazionale contro le discriminazioni nei confronti degli albini. Nello stesso giorno il coordinamento del movimento “Plus de couleurs” ha lanciato l’omonima campagna di sensibilizzazione che ha avuto una forte eco sul web e ha visto l’adesione di molte personalità dell’universo culturale congolese. Tutti hanno potuto dare il loro contributo alla campagna postando sul proprio profilo social una foto con una persona albina e la scritta: "Orgoglio Ndundu - un albino, un abbraccio, una vita". Il festival è l’evento conclusivo di questa mobilitazione.

La manifestazione di Kinshasa prevede eventi scientifici, ricreativi e culturali. Viene dato grande spazio alle opere di artisti albini. Tra i presenti il collettivo Ndundu (un gruppo composto da albini), N'Kash (un rapper albino) e Christian Muyoli (albino “rivelazione” del concorso Vodacom Best of the best 2015).  Il concetto di “orgoglio” che guida la campagna nasce dalla convinzione che il primo problema da superare in questa battaglia è proprio il complesso d’inferiorità degli albini stessi. Per chi è affetto da questa malattia è venuto il momento “di lavorare per meritare rispetto, di assumersi le proprie responsabilità e non aspettare la misericordia degli altri ".

Lo ha fatto Thando Hopa, come raccontato in un altro articolo del mensile Africa: una ragazza albina nata in Sudafrica che ha messo da parte una promettente carriera da avvocato per fare la fotomodella. Una scelta che punta a combattere i pregiudizi partendo dalle copertine delle riviste patinate. Prima di lei un'altra modella albina, Refilwe Modiselle, aveva fatto scandalo prestando la sua immagine per manifesti affissi nelle grandi città del Sudafrica.

In tutta l'Africa le persone albine sono discriminate e nei casi peggiori uccise. I loro corpi sono infatti merce di un commercio brutale e redditizio. La superstizione animista ritiene che abbiano un enorme potere e la capacità di curare qualsiasi malattia. E’ per questo che si scatenano vere e proprie cacce all’uomo con sparizioni e omicidi.

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