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"Habka", un fumetto che racconta la vita in Libia

Progetto di due giovani fumettisti uccisi dagli estremisti mentre si preparavano a lanciare il primo manga del paese che fonde stili tradizionali e giapponesi. I loro amici lo hanno portato a termine. E oggi moltissimi giovani artisti mandano i loro contributi

30 agosto 2015

ROMA - Il destino non ha concesso ai due giovani fumettisti libici Tawfik Bensaud e Sami Elkwafi di vedere il loro sogno divenire realtà. Gli estremisti li hanno uccisi entrambi mentre si preparavano a lanciare il primo giornaletto a fumetti del Paese che fonde stili tradizionali e manga giapponese. Tuttavia, dopo il loro assassinio, gli amici dei due ragazzi Noureldin Elhonie, Mansor Duffani ed Ahmed al-Sharif hanno portato a termine il loro progetto e hanno lanciato il fumetto “Habka”. La storia è raccontata da Africa news.

“Habka”: il primo fumetto manga dalla Libia 2

Prima della pubblicazione, il team di“Habka” ha organizzato un workshop su manga e fumetti nella città libica di Bengasi e in quella tunisina di Sousse per richiamare giovani sotto i 27 anni  desiderosi di collaborare. “Il team che garantisce ampia libertà di espressione artistica, allo stesso tempo impone rigide linee guida contro la violenza, il razzismo e il disprezzo dei credi religiosi”, ha detto Bengazzi.

“I fumetti hanno una particolare capacità nell’esporre molte questioni in modo innovativo e piacevole”, ha detto Baaly, aggiungendo che “Habka” aprirà nuovi orizzonti per gli appassionati di fumetti e contribuirà allo sviluppo di questo genere artistico. Dalla pubblicazione del primo numero, “Habka” è stato inondato da contributi di aspiranti artisti, ed il team sta preparando nuovi workshop, oltre al lancio di un sito internet.

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