:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Germania e Austria aprono le frontiere. Mattarella: "Superare accordo di Dublino"

A migliaia hanno già oltrepassato il confine, alcune centinaia sono già su suolo tedesco. Un esodo di circa 10 mila persone. L'appello di Mattarella: "Si apra la strada a regole comuni sull'asilo". Cresce l'adesione alla manifestazione organizzata per venerdì 11 alla mostra del cinema di Venezia

04 settembre 2015

ROMA - Oltre 4 mila profughi siriani avrebbero già superato il confine tra Ungheria e Austria, qualche centinaio, invece, avrebbe già raggiunto la Germania ma la situazione è in continua evoluzione. A snocciolare alcuni dati del flussi di profughi che in queste ore sta cercando di raggiungere il cuore dell'Europa sono le autorità austriache, secondo cui in questi giorni saranno circa 10 mila i profughi che lasceranno il territorio ungherese. Tuttavia, è presto per fare bilanci definitivi dopo che Austria e Germania hanno deciso di aprire le frontiere a quanti in queste ore stanno cercando di raggiungere il cuore dell'Europa. La decisione delle autorità tedesche ed austriache è arrivata nella notte di sabato dopo che un migliaio di profughi siriani si era messo in marcia a piedi lungo l'autostrada che collega l'Ungheria all'Austria. Un esodo facilitato anche dal governo ungherese che in via del tutto eccezionale ha messo a disposizione decine di pullman per facilitare il cammino dei migranti verso il confine. "Austria e Germania acconsentono in questo caso a un proseguimento nei loro paesi del viaggio dei rifugiati", ha fatto sapere il cancelliere austriaco Werner Faymann in un messaggio su Facebook in cui chiede all'Ungheria di rispettare gli obblighi imposti dall'Europa. 

Mattarella:"Superare Dublino con regole nuove"
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto in videoconferenza alla 41° edizione del Forum The European House. Per Mattarella, è "un'illusione immaginare che sospendere le regole di Schengen possa garantire a una parte dell'Europa la sicurezza che si teme minacciata. Il tentativo di chiusura delle proprie frontiere si sta rivelando, come era inevitabile, illusorio, a fronte delle dimensioni dei flussi migratori". Per il presidente della Repubblica, si tratta di un fenomeno "di portata inedita, con la prospettiva di flussi sempre più imponenti senza adeguate risposte strategiche". Sul fenomeno migratorio, ha aggiunto Mattarella, occorre "alzare lo sguardo" e "connettere politiche serie e lungimiranti, che affrontino in primo luogo nelle opportune sedi internazionali, le cause immediate e remote all'origine dei fenomeni migratori, che rendano gestibili i flussi, possibile l'integrazione di chi cerca e trova lavoro, più sicure le nostre città". Mattarella, poi, è intervenuto anche sul problema delle norme riguardanti l'asilo. "Mi auguro che si stia aprendo davvero la strada per regole finalmente comuni sul diritto di asilo - ha aggiunto -. Superare con regole nuove, condivise e adeguate all'oggi il vecchio accordo di Dublino è un necessario passo in avanti. L'alternativa non è tra la resa a un'invasione e la presunta difesa della ''Fortezza Europa''. L'alternativa è tra un'Europa protagonista del proprio destino e un'Europa che subisce gli eventi senza saperli governare".

Mogherini:"Basta scaricabarile. Ora agire insieme"
Sulla questione dei flussi migratori si è discusso anche al Consiglio informale dei ministri degli Esteri a Lussemburgo, al termine del quale l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha affermato che "il tempo per lo scaricabarile è finito, ora dobbiamo passare all'azione insieme". Per Mogherini, "non ci si può più illudere che ci siano paesi che non saranno coinvolti", ma ora "c'è una nuova consapevolezza sul fatto che non si può semplicemente fare finta di non vedere. La crisi dei rifugiati coinvolgerà tutta l'Europa per un periodo significativo. I paesi in prima linea, Italia per prima, la vedono da molto. Ora finalmente tutti si rendono conto. Spero prendano conseguenti decisioni politiche per far fronte".

Budapest, la marcia dei migranti verso Vienna
Budapest, la marcia dei migranti verso Vienna 2

La lunga marcia dei siriani verso il cuore dell'Europa
A spingenere le autorità austriache e tedesche ad una decisione nella notte, la marcia che in molti già dicono "storica" dei profughi partiti dalla stazione di Budapest a piedi fino al confine con l’Austria. Centinaia di profughi, in prevalenza siriani, si sono messi in marcia per le strade della capitale ungherese, decisi a oltrepassare il confine arrivando al ventisettesimo chilometro verso Vienna. Un gesto estremo deciso ieri dopo l'ennesimo stop delle autorità ungheresi ai treni in partenza dalla stazione di Keleti. In marcia, ieri, anche altri 300 profughi dalla stazione di Bicske, per evitare di essere trasferiti in un campo profughi.

Mauro Biani
Marcia scalzi per l'immigrazione. Locandina

L'Italia si mobilita: tante le adesioni alla marcia #Apiediscalzi
E mentre le immagini straordinarie di questa marcia hanno catalizzato l’attenzione dei media di tutto il mondo, in Italia si susseguono in queste ore le adesioni per la marcia simbolica #Apiediscalzi che sfruttando i riflettori del Festival internazionale del cinema di Venezia, lancerà un messaggio di solidarietà in favore dei richiedenti asilo. Tra le prime città ad aderire c'è Milano. L'appuntamento è per 11 settembre, alle ore 21: partenza da porta Genova e arrivo alla Darsena. Sono già una sessantina le associazioni che aderiscono oltre a numerosi cittadini. Si svolgerà in contemporanea con l'analoga marcia di Venezia (e in altre città), alla quale parteciperanno anche attori e registi presenti alla Mostra internazionale di arte cinematografica. "Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi. Di chi ha biso­gno di met­tere il pro­prio corpo in peri­colo per poter spe­rare di vivere o di soprav­vi­vere. È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo", scrivono sulla pagina Facebook gli organizzatori. 

- Oltre che a Venezia e a Milano, la Marcia delle donne e degli uomini scalzi si terrà a Genova, Palermo (il 10 settembre), Torino, Alessandria, Caltagirone. Lo scopo è quello di chiedere un radicale cambiamento delle politiche sull'immigrazione. In particolare, l'apertura di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature; accoglienza degna e rispettosa per tutti; chiusura e smantellamento di tutti i luoghi di concentrazione e detenzione dei migranti. E sempre a Milano lunedì 7 settembre, alle Colonne di San Lorenzo (ore 21), l'associazione La Libellula organizza una veglia laica con lettura pubblica del libro "Il Cavallo e il soldato" di Gek Tessaro.  Un corteo partirà anche dal centro Baobab di via Cupa a Roma e si dirigerà verso la stazione Tiburtina della Capitale. "Da maggio 2015, con oltre 26.000 migranti in transito e una straordinaria esperienza di solidarietà diffusa, Via Cupa è divenuta il luogo-simbolo dell’accoglienza alle migranti e ai migranti nella Capitale e teatro di una delle più vaste mobilitazioni spontanee della società civile romana degli ultimi anni - spiegano i volontari del Baobab -Per questo motivo, ci candidiamo ad ospitare la ‘Marcia delle Donne e degli Uomini Scalzi’ di Roma – annuncia il coordinamento - invitando tutti i cittadini, le associazioni ed i movimenti della società civile ad aderire ad una grande manifestazione pacifica che, insieme alle migranti e ai migranti ospiti del Centro, raggiungerà la Stazione Tiburtina, luogo effettivo e simbolico del viaggio del migrante”.

Immigrazione. Marcia delle donne e degli uomini scalzi



Crescono, inoltre, le adesioni anche da parte delle associazioni, tra queste quella dell'Arci: per fermare la "barbarie dei migranti" occorre muoversi, spiega l'associazione. "Ci impegneremo  perche' nella stessa giornata iniziative di analogo significato si tengano in quanti piu' luoghi possibili del nostro paese".

© Copyright Redattore Sociale

Tag: accoglienza, Regolamento Dublino

Stampa Stampa