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Confini aperti ai rifugiati. Centro Astalli: "Caduto il 'muro di Dublino'”

Una “lezione di civiltà”: è quella data all’Europa dai siriani che in questi giorni hanno creato un “canale umano” per rispondere alla carenza di quelli umanitari. “Ora si istituiscano quote permanenti e visti umanitari europei”

05 settembre 2015

box ROMA - “La colonna di bambini, donne e uomini nel cuore dell’Europa sono quel canale umano che con caparbietà i siriani hanno costruito per sopperire alla mancanza di canali umanitari. La forza di questa gente dà a tutti noi una lezione di civiltà”. Così P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli commenta la decisione di Austria e Germania di aprire le frontiere e accogliere i migranti in cammino dall’Unhgeria. “Oggi assistiamo alla caduta del cosiddetto”muro di Dublino”, grazie alla volontà e alla determinazione di un popolo in cammino per ottenere quanto viene chiesto incessantemente da anni a un’Europa sorda: pace e libertà”.

Per il Centro Astalli, l’Europa centrale in queste ore “sta vivendo la medesima situazione che da anni ormai Italia, Spagna e Grecia si trovano ad affrontare riguardo agli arrivi di migranti forzati da paesi come Eritrea, Somalia, Nigeria dove conflitti atroci, terrorismo e persecuzioni, troppo spesso trascurati dal racconto mediatico, costringono le persone alla fuga”. Alle istituzioni nazionali ed europee, il Centro Astalli esorta a “rendere strutturali e attivi sul lungo periodo canali umanitari sicuri”. Chiede inoltre la “sospensione definitiva della Convenzione di Dublino e l’istituzione al suo posto di meccanismi di quote permanenti per un'equa distribuzione dei rifugiati tra tutti gli Stati membri e visti umanitari europei”. Infine, un invito rivolto alla società civile a “trasformare l’emotività e la commozione di questi giorni in atteggiamenti costrutti e fattivi  per un’accoglienza nei territori che sia dignitosa e rispettosa dei diritti dei rifugiati”.

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