:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

Pet therapy e droga: i “Cani da Vita” della comunità di San Patrignano

Uscire dalla dipendenza da stupefacenti e allo stesso tempo imparare un mestiere. Nel grande centro riminese i giovani sperimentano i benefici della cura degli e con gli animali e, una volta terminato il percorso di recupero, diventano operatori nel settore

14 settembre 2015

Marius è un ragazzo di origine romena che faceva uso di sostanze stupefacenti. Quando ha deciso di smettere, si è rivolto alla comunità di recupero San Patrignano. Lì ha iniziato a seguire dei corsi di pet therapy: a salvarlo dalla dipendenza è stata proprio la terapia con gli animali che lo ha spinto a prendersi di nuovo cura di sé. Oggi Marius ha aperto un negozio di toelettatura e svolge la professione di coadiutore di cani nelle case di riposo e nei centri che ospitano pazienti con disabilità. Come lui un centinaio di ragazzi ha cominciato una nuova vita grazie al progetto “Cani da vita”, organizzato dalla comunità, come racconta Aroldo Linari, responsabile dell’iniziativa: “Trent’anni fa abbiamo capito che la cura degli animali può responsabilizzare le persone. Il primo passo è stato aprire un canile all’interno della nostra struttura, poi nel 1995 sono partiti i corsi di formazione per chi voleva lavorare in questo settore”.

Da allora nei due centri di Trento e Verona sono state svolte 40 mila ore di pet therapy con 23 cani,14 conduttori cinofili, un pedagogista e due educatori. “I nostri ragazzi diventano operatori professionisti a tutti gli effetti”, afferma Linari. Si apre in questo modo per loro un nuovo futuro lavorativo.  “L’ex tossicodipendente quando entra in comunità è sfiduciato, diffidente, porta con sé i segni di una vita ai margini. Deve rieducarsi per iniziare una nuova esistenza da uomo libero. Curare un animale è un ottimo metodo per riacquistare fiducia in se stesso, per capire che la vita va preservata in ogni sua forma e non sprecata”.

Nella comunità si sperimentano gli effetti positivi della pet therapy e alla stesso tempo si impara un mestiere. “Anche io sono entrato a San Patrignano per problemi di tossicodipendenza e grazie ai corsi che ho seguito in Comunità ho iniziato a lavorare in questo settore. È un percorso parallelo di formazione e di crescita personale”, racconta Linari. “Tutti i nostri ragazzi hanno una sensibilità maggiore che nasce dalla loro esperienza personale: hanno provato sulla loro pelle i benefici dell’interazione con gli animali”.

I giovani, una volta terminato il percorso, svolgono interventi assistiti con gli animali nei centri per disabili di Anffas Trentino onlus, nell’azienda sanitaria di Verona, con gli studenti, con i ragazzi autistici e con quelli che hanno un ritardo mentale. “Quando andiamo nelle scuole facciamo anche prevenzione contro l’uso di sostanze stupefacenti. Il prossimo anno, invece, inizieremo dei seminari sul benessere del cane tenuti dai maggiori esperti del settore”. (Maria Gabriella Lanza) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Pet therapy

Stampa Stampa