:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   
Ricordami

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

Stampa Stampa

"#Voltapagina", psicologi contro i consigli inutili: “Fatti aiutare da chi sa farlo”

On-line il primo video della “miniserie”: il dialogo, “leggero” o “ridicolo”, tra un uomo “arrabbiato” il suo amico. Il messaggio è: non cercare su Google la soluzione alle tue crisi: “se le energie non bastano, è bene ammetterlo con se stessi e cercare il supporto di qualcuno”

11 novembre 2015

ROMA – Si chiama “#Voltapagina” la campagna di comunicazione sociale per promuovere il ruolo e la funzione dello psicologo, contrapponendola a quello “psicologismo” che circola in rete, sotto forma di facili soluzioni a grandi problemi e crisi: a lanciarla è l'Ordine degli Psicologi del Lazio, che stamattina ha lanciato in rete il primo di quattro video: “E' un periodaccio? Capitolo I”. “Abbiamo scelto un taglio ironico per rappresentare e diffondere il messaggio che lo psicologo è il professionista di riferimento a cui rivolgersi per promuove qualità di vita e lavoro, salute e benessere”. E “leggero” è infatti il dialogo tra due amici: il primo “arrabbiato”, come si definisce, perché il lavoro non lo gratifica: “lavoro tanto, guadagno poco, odio tutti. Devo cambiare lavoro”, confida all'amico, che subito cerca di dissuaderlo: “tienitelo stretto”. Ma il problema è serio, “rischio di fare una strage”, ribatte il primo, che sta pensando di rivolgersi a uno psicologo. Di nuovo, però, l'amico oppone resistenza e gli suggerisce di risolvere il suo problema come si fa oggi, nel 2015: su Google. E cercando “sono arrabbiato”, ecco che spunta la soluzione: “cerca la tua morbidezza”. Il video si risolve e si dissolve così, con un balletto “morbido” dei due, che però non sembra affatto cancellare, ma piuttosto enfatizza, i segni della rabbia nell'amico “problematico”. 

Il filmato sta raccogliendo, in queste prime ore, i primi plausi ma anche le prime critiche: da una parte chi apprezza questa comunicazione “leggera”, dall'altra chi si sarebbe aspettato di più e giudica “vuoto” il dialogo rappresentato, “ridicolo, puerile”, “alla De Filippi”. - Ma il senso e l'obiettivo della campagna è così spiegato dall'Ordine degli psicologi: “Nella nostra società, e tanto più in questi tempi di crisi, non mancano i motivi per sentirsi stanchi, stressati, inquieti, confusi, arrabbiati di fronte ai più diversi problemi che la vita può metterci davanti”. Se spesso si tratta di uno stato fisiologico e “normale” a volte però “si ha la percezione di non farcela ad affrontare da soli i problemi che ci tolgono la serenità – continua l'Ordine - a volte non sapremmo neanche dire perché ci sentiamo disorientati, ansiosi o infelici. In questi casi, se le energie non bastano, è bene ammetterlo con se stessi e cercare il supporto di qualcuno”. 

E questo è ciò che il video – e la campagna di comunicazione – prova a suggerire: chiedere aiuto a chi è capace di darlo, a chi ha gli strumenti per offrire un sostegno qualificato ed efficace. “Si propongono di aiutarci gli amici o i familiari, ma spesso il loro affetto e il loro sano buon senso non sono sufficienti ad affrontare la complessità dei nostri problemi – osservano gli psicologi - Oppure cerchiamo l’intervento del medico, ma farmaci ansiolitici o antidepressivi non modificano il contesto che ha causato quei problemi; e meno che mai possono essere efficaci gli interventi dei ciarlatani o di quei 'consulenti' improvvisati che propongono soluzioni illusorie e superficiali, che non risolvono”. E' in queste circostanze insomma – suggerisce l'Ordine – che occorre “voltare pagina”, cioè mettere a tacere amici e social network, interrompere le ricerche su Google e rivolgersi a uno psicologo di professione. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Stampa Stampa