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Islam, ricercatrice spagnola: “Costruire moschee è antidoto a fondamentalismo”

Aitana Guia, a Firenze per convegno all'Istituto Sangalli: “Attuare misure politiche che rendono difficile la pratica pacifica dell'Islam, contribuisce a trasmettere il messaggio che l'Islam non sia il benvenuto”

17 dicembre 2015

FIRENZE - “Le moschee funzionano come antidoto alla radicalizzazione”. Lo sostiene Aitana Guia, ricercatrice spagnola che studia le pratiche di buona convivenza nel Mediterraneo presso l’Istituto Sangalli di Firenze. La ricercatrice, vincitrice della borsa di studio ‘Città e religioni. Passato e presente per una convivenza pacifica’, bandita dall’Istituto Sangalli di Firenze, spiega quale può essere la funzione dei centri di preghiera interreligiosi.

Secondo la ricercatrice, “attuare misure politiche che rendono la pratica pacifica dell'Islam difficile, impossibile o poco dignitosa in Europa, contribuisce a trasmettere il messaggio che l'Islam non sia il benvenuto”. Queste scelte, secondo Guia, rischiano di “buttare benzina sul fuoco”. Ecco perché, spiega la ricercatrice, si deve “normalizzare” la costruzione di una moschea e quindi “far passare il messaggio che una moschea in fondo non è niente di diverso da una chiesa o da una sinagoga”.

 

 

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