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Indossare il Niqab: un sito spiega la scelta delle donne musulmane

Per molte il velo che copre il viso è solo frutto di una libera scelta. Come per S.P. architetto che vive in Lombardia e che ha creato il sito www.niqab.it. "Abbiamo diritto di esprimerci nel modo che più ci piace, nel rispetto della Costituzione"

12 gennaio 2016

MILANO - Per lei il niqab, il velo che copre anche il viso, è solo il frutto di una libera scelta. Che merita rispetto. S.P. vive in Lombardia, è un architetto e ha creato, insieme ad altre donne musulmane, il sito www.niqab.it per spiegare le ragioni della scelta di coprirsi corpo e viso. Un sito che, dagli attentati di Parigi in poi, ha registrato una crescita costante delle visite: "siamo passati dagli appena 20 visitatori unici al giorno ai circa 200 visitatori unici al giorno con impennate che hanno toccato i 1100 visitatori unici, numeri che per un blog di nicchia e aggiornato poco frequentemente come questo sono considerevoli", scrive.

- Intervistata da Avs - Audiovideosociale, S.P. racconta che "quando incontro le persone e parliamo insieme, scoprono che sono una persona normale". In Italia il niqab non è vietato, le donne che lo indossano non violano alcuna legge. "Abbiamo diritto di esprimerci nel modo che più ci piace, nel rispetto della Costituzione", aggiunge. Con una delibera di Giunta, il Governatore della Lombardia ha stabilito che dal 1 gennaio, non è possibile entrare negli ospedali e negli uffici pubblici della Regione con il volto coperto. S.P. ricorda che esiste già una legge nazionale che regola la materia e che, però, "ci sono numerose sentenze che sanciscono che il motivo religioso è un valido motivo per coprire il volto". La legge di Maroni, quindi, non può scavalcare la legge nazionale e le sentenze della Corte Costituzionale. Per S.P. il niqab non ha nulla di arcaico o di repressivo. "Sono italiana, non ho bisogno di integrazione, sono già integrata, anche se a qualcuno il mio vestito non piace". (dp)

Ascolta l'audio con l'intervista

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