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L'omaggio di 2 genitori: un parco accessibile per ricordare la figlia

Il progetto di Guido e Valentina, genitori di Aurora e di altri due bambini. “Se fosse sopravvissuto al suo male, sarebbe stata una bambina ‘speciale’. Per questo vogliamo ricordarla con un parco in cui tutti i bambini possano divertirsi. Così avrebbe voluto Aurora”. Raccolta fondi anche per la ricerca scientifica

12 gennaio 2016

Parco inclusivo Aurora

ROMA – Un parco giochi per tutti, anche per quei bambini che, altrimenti, rischiano di restare a “vedere gli altri bambini giocare”: perché così avrebbe voluto Aurora che, se fosse sopravvissuta, sarebbe stata “speciale per il resto della sua vita”. E l’omaggio che due genitori hanno voluto rendere alla loro bimba, nata il 29 aprile 2015 e “volata in cielo” il 1 dicembre scorso, per colpa di un tumore al cervello. Terza di tre figli, era nata apparentemente sana, ma poi una serie di sintomi si erano manifestati: sintomi letti male dai medici fino ad ottobre, quando al Bambino Gesù arriva la diagnosi che non lascia speranza: tumore cerebrale.

“Quello che ha colpito Aurora è un tumore rarissimo, che colpisce 5 bambini l’anno solo in Italia e meno di un centinaio in tutto il mondo – raccontano i genitori nel sito che hanno appena aperto - Dopo aver subito 5 operazioni di cui una di 20 ore alla testa per rimuovere una buona parte del tumore, aver subito una tracheotomia, aver subito altri 3 interventi per ridurre l’idrocefalia, aver combattuto contro i postumi di una operazioni alla testa, aver subito 8 trasfusioni di sangue e piastrine e ad aver affrontato due cicli di chemio terapia (dei 5 previsti), Aurora ha detto basta. Se n’è andata nel sonno il 1 dicembre, ma fortunatamente è volata in cielo venendo abbracciata e coccolata da noi, che solo dopo oltre 33 giorni abbiamo potuto stringerla fra le braccia”. 

Ora, poco più di un mese dopo, i genitori stanno provando a trasformare l’immenso dolore in un progetto che dia un senso e uno scopo alla tragedia che hanno vissuto: “la creazione di una fondazione che studi solamente i tumori del sistema nervoso centrale e la raccolta di fondi per il Bambin Gesù, al fine di aiutare la ricerca di questa particolare patologia pediatrica. Solo a dicembre – riferiscono - sono stati raccolti non meno di 3 mila, oltre ad una donazione speciale fatta dall’azienda presso cui lavora Valentina (la mamma), che ha permesso ad una fondazione di acquistare uno speciale macchinario per eseguire una sorta di elettroencefalogramma particolare”. 

Poi, però, c’è il sogno di un parco, perché dal dolore di una famiglia possa nascere la gioia di tanti bambini: così, i genitori di Aurora stanno raccogliendo fondi per realizzare un’area giochi a Villa Verde, nel quartiere in cui vivono. Un parco accessibile però, perché “se Aurora fosse sopravvissuta alla sua malattia molto probabilmente avrebbe riportato problemi fisici tali da renderla ‘speciale’ per il resto della vita. Con Valentina abbiamo riflettuto e ci siamo domandati come si sarebbe sentita nel vedere giocare gli altri bambini (a partire dai fratellini) mentre lei sarebbe stata su una sedia a rotelle. E come si sente il genitore di un bambino speciale nel vedere questa scena? Probabilmente non porterebbe il figlio in un parco pubblico, quando invece la condivisione, il gioco, le risate sono la prima medicina per un bambino sano, figuriamoci per uno con delle difficoltà”. Il sogno è cha nasca quindi il “Parco di Aurora”, in cui tutti possano giocare e divertirsi. Una pagina Facebook e il sito “Per Aurora” sono attivi per raccogliere fondi: l’obiettivo minimo è di 10 mila euro. 5 mila sono stati già raccolti. L’impresa non è facile, ma Guido e Valentina vanno avanti con determinazione, perché, dicono, “Aurora avrebbe voluto così!”. (cl)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: tumori rari, Accessibilità

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