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Droghe, i docenti imparano ad affrontare il problema coi ragazzi

A Firenze un tavolo in Prefettura per preparare i professori, ma anche le famiglie degli studenti, ad affrontare nel modo giusto il problema droga con gli adolescenti

13 gennaio 2016

FIRENZE - Prosegue l’attività della Prefettura di Firenze sul fronte della lotta alla droga nelle scuole. Si chiama “Prevenzione delle dipendenze negli istituti scolastici”, il progetto diretto al primo biennio delle scuole superiori e che ha come attori Forze dell’Ordine, ASL, Ufficio Scolastico e la Rete di Scuole e Agenzie per la Sicurezza della provincia di Firenze. L’iniziativa, che ha cominciato a muovere i primi passi lo scorso 15 dicembre, ha riunito oggi intorno allo stesso tavolo tutti i protagonisti del progetto per fare il punto della situazione. Lo aveva annunciato pochi giorni fa proprio il presidente della Rete di Scuole Giacomo D’Agostino che è anche preside dell’Itis “Leonardo da Vinci” dove una studentessa quindicenne è svenuta in classe per aver fumato uno spinello.


L’incontro di oggi è l’inizio di un percorso che coinvolgerà, in prima battuta, alcuni istituti di istruzione secondaria di secondo grado della provincia di Firenze e che poi potrà essere esteso a tutte le scuole che ne faranno richiesta. Hanno già comunicato la loro adesione il liceo classico e musicale Dante, l’istituto Peano, l’istituto Buontalenti, e l’istituto tecnico professionale Leonardo da Vinci, per dare un segnale concreto nella lotta contro la diffusione delle dipendenze che vengono sviluppate dai ragazzi soprattutto tra i 14 e 15 anni, la fascia di età del primo biennio delle superiori a cui è rivolto il progetto.

 

L’obiettivo è quello preparare i docenti, ma anche le famiglie degli studenti, ad affrontare nel modo giusto il problema droga con i ragazzi. Dopo anni di lavoro con le scuole si è capito quanto sia importante puntare sulla prevenzione. Periodicamente carabinieri, poliziotti e finanzieri vanno negli istituti a spiegare ai ragazzi come funzionano gli stupefacenti e quanto incidono sulla loro vita: non solo quando sono alla guida dell’auto e del motorino, ma anche sugli affetti, sulle amicizie, sul rendimento scolastico. Conseguenze spesso sottovalutate e non percepite dai ragazzi come un rischio reale per la loro salute. Occorre battere con più forza sul tasto della formazione, è questo il fil rouge del nuovo progetto che da quest’anno estenderà l’azione formativa anche ai professori per fornire gli strumenti più adeguati per trattare il problema delle dipendenze del mondo giovanile.

 

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