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31/05/2016

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Giubileo migranti. “Cari rifugiati non lasciatevi rubare la speranza”

L’invito del Santo Padre durante l’Angelus in occasione della Giornata del migrante e del rifugiato. In piazza circa 7 mila migranti provenienti da 17 diocesi del Lazio. L’appello della Fondazione Migrantes: “Occorre trovare modalità nuove di gestione dei flussi delle persone in arrivo in Europa”

17 gennaio 2016

box ROMA - “Cari migranti e rifugiati non lasciatevi rubare la speranza e la gioia di vivere che scaturiscono dall’esperienza della divina misericordia, anche grazie alle persone che vi accolgono e vi aiutano”. Così Papa Francesco durante l’Angelus di oggi, domenica 17 gennaio, Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che nel contesto dell’anno santo della Misericordia è celebrato anche come Giubileo dei migranti. Ad ascoltare le parole di papa Bergoglio in piazza San Pietro circa 7 mila migranti e rifugiati di almeno 30 nazionalità provenienti dalle 17 diocesi del Lazio. Tra loro anche 200 richiedenti asilo del Cara di Castelnuovo di Porto, con le bandiere delle diverse nazionalità presenti al Centro. “Ognuno di voi porta in sé una storia, una cultura, dei valori preziosi e spesso purtroppo anche esperienze di miseria, oppressione e di paura - ha ricordato Francesco rivolgendosi ai migranti e rifugiati - . La vostra presenza in questa piazza è segno di speranza in Dio”.

Dopo l’Angelus i migranti, attraversando la Porta Santa, parteciperanno, ad una solenne celebrazione liturgica presieduta dal cardinal Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i migranti e gli itineranti, durante la quale consacrerà oltre 5.000 ostie realizzate da alcuni detenuti del carcere di Opera di Milano, a cui il Santo Padre ha inviato il suo ringraziamento proprio durante l’Angelus. In Basilica, inoltre, è presente la Croce di Lampedusa, simbolo che richiama le circa 4 mila vittime (di cui oltre 750 bambini) che lo scorso anno hanno perso la vita nel viaggio verso le nostre coste. 

A rilanciare la necessità di interventi chiari da parte dell’Ue è la Fondazione Migrantes che in occasione della giornata ha indicato alcune proposte che possono aiutare a migliorare l’accoglienza dei migranti in Italia, con una particolare attenzione ai richiedenti asilo e rifugiati in Europa. La prima riguarda la necessità di aprire canali di ingresso regolari sia per ricerca occupazione per i migranti che di ingresso umanitario per i rifugiati che già si trovano nei grandi campi profughi vicino alle zone di conflitto. Un intervento che “scoraggerebbe il traffico delle persone e che eviterebbe l’inutile e insostenibile morte di persone in mare, che continua e cresce da troppo tempo”, spiega Migrantes. “Occorre trovare modalità nuove di gestione dei flussi delle persone in arrivo in Europa - chiede la fondazione -, siano essi migranti o richiedenti asilo, realmente comuni e che prevedano la possibilità di avere quote certe per ogni Paese europeo e che cerchino, per quanto possibile, di incrociare le disponibilità date dai diversi Paesi con i desideri e le capacità delle persone in arrivo”.

L’Europa trovi procedure di identificazione e di ricollocamento comuni, chiede la Fondazione, “che tengano conto del rispetto della dignità umana e dei diritti umani delle persone. In questo senso, preoccupa la politica europea della creazione di hotspot, di fatto centri chiusi che somigliano più a dei Cie che a dei Centri di accoglienza. Inoltre identificazione e ricollocamento devono viaggiare in sintonia, diversamente si creano tempi lunghi di trattenimento delle persone oltre che inevitabili rifiuti all’identificazione”. Tra le richieste anche quella di risposte più celeri alle domande d’asilo “da una parte riformando il sistema delle commissioni territoriali - spiega la Fondazione -, prevedendo più formazione e personale dedicato; dall’altra aumentandone il numero per arrivare a dare a tutti una risposta entro i sei mesi che le normative europee già prevedono e nello stesso tempo provando anche ad accorciare i tempi dei ricorsi dei diniegati, che al momento aspettano anche più di un anno per riuscire ad avere una risposta”. I tempi lunghi di attesa, spiega Migrantes, “portano le persone a rimanere in accoglienza senza una risposta anche per un anno e mezzo o due, con la dimissione o l’allontanamento dal centro di accoglienza, e i conseguenti rischi della irreperibilità, di insicurezza e di sfruttamento delle persone”.

Per Migrantes occorre arrivare ad avere un “sistema unico e diffuso di accoglienza in Italia, che risponda a medesimi standard, procedure e sia sottoposto a puntuali controlli e verifiche rispetto ai servizi che deve erogare e rispetto alla trasparenza nella gestione dei fondi. Accogliere con trasparenza ed apertura è un reciproco vantaggio sia per chi viene accolto che per chi fa accoglienza”. Per arrivare ad un sistema unico, spiega Migrantes, “bisogna superare la volontarietà di adesione dei Comuni, a fronte della garanzia di fondi certi, anche nei tempi di erogazione, e superando l’ottica del co-finanziamento”. Servono, inoltre,  “programmi specifici a livello nazionale e regionale volti a facilitare l’inserimento socio-economico, abitativo dei titolari di protezione internazionale, come di ogni altra persona che in quel territorio si trova in situazione di difficoltà rispetto alla casa o al lavoro”. 

Rispetto ai minori stranieri non accompagnati, per Migrantes, occorre “superare la prima accoglienza in centri collettivi spesso inadeguati e arrivare a forme diversificate di accoglienza che prevedano non solo accoglienze in centri piccoli, ma anche affidamenti familiari o appartamenti in semiautonomia". Bisogna anche “superare la pratica dell’esame del polso per determinare l’età che è considerata inattendibile, per passare a un esame multidisciplinare. Infine, occorre affidare in tempi brevi i minori non accompagnati, in tempi brevi, tutori specifichi, volontari e formati, evitando cumuli di tutele, assolutamente inutili e inefficaci, ad assessori e sindaci”. Una proposta importante, infine, arriva in vista delle prossime elezioni amministrative di primavera. Per Migrantes occorre riprendere in considerazione la proposta di legge per il voto amministrativo ai migranti regolarmente presenti nel nostro Paese. “Come si può parlare di inclusione sociale, di integrazione - spiega una nota della Fondazione - se il mondo di giovani donne e uomini immigrati lavoratori, studenti, imprenditori nel nostro Paese non possono avere diritto a decidere chi li rappresenti nei Consigli comunali e regionali. E’ un ritardo storico grave che va colmato, anche per la nostra sicurezza sociale”.

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Tag: giornata migranti, immigrati, giubileo, accoglienza, Giornata mondiale rifugiato, Rifugiati, Papa Francesco, fondazione Migrantes, Sbarchi

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