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Il coro degli ultraottantenni che si esibisce nelle case di riposo

STORIE DI VOLONTARI. Il canto è solo una delle attività del progetto “Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospettava”, attivo dal 1994 nel circolo La Ruota di Bolzano grazie ai volontari dell'Auser. Rivolto agli over 80, prevede anche laboratori di teatro e disegno. "Così riprendono in mano la loro vita"

18 gennaio 2016

- BOLZANO – “Spesso vediamo gli anziani solo per i loro malanni, ma tutti hanno qualcosa da esprimere. Basta solo credere davvero nelle persone, indipendentemente dalla loro età”. A parlare è Gabriella Bissacco dell’Auser di Bolzano, sezione in cui dal 1994 è attivo il progetto “Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospettava”. Di cosa si tratta? L’idea è sperimentare diverse tecniche espressive per favorire l’inclusione e il diritto allo sviluppo della creatività in tutte le età della vita. È così che al Circolo La Ruota di Bolzano, diventato ormai come “il salotto di casa”, gli ultraottantenni possono mettersi alla prova con il canto, l’improvvisazione teatrale, il disegno o i laboratori di racconto autobiografico. “Il coro conta una ventina di partecipanti, tra cui una signora di 96 anni, – racconta Bissacco – Sono tutte persone con patologie importanti, disabilità, problemi di memoria e cognitive. Ma quando cantano, riprendono in mano la loro vita”. Sono molto richiesti, si esibiscono nelle case di riposo, “dove non distingui tra coristi e ospiti”, e recentemente hanno cantato nel Duomo di Bolzano in occasione della Giornata dell’Alzheimer. “Si vestono bene, si pettinano e le signore mettono il rossetto, cosa che magari non facevano da tempo – spiega Bissacco – Le canzoni le scelgono loro, canzoni che parlano di ricordi, di memoria e storia, cantano e non vedono il tempo di oggi, ma quello passato”. Con loro ci sono 4 volontarie Auser che si occupano anche della logistica e del trasporto. “È sorprendente vederli e anche se ormai sono tanti anni che li seguo, mi commuovo ancora”, dice Bissacco.  

Sono 58 gli anziani coinvolti nel progetto, con 2.139 presenze nelle diverse attività e laboratori, 28 i volontari Auser impegnati per un totale di 2.654 ore. Attraverso il progetto, gli anziani vengono incoraggiati a partecipare a laboratori di racconto autobiografico, tecniche di improvvisazione teatrale, a incontri culturali e attività motorie. “Una volta alla settimana un volontario insegna loro a disegnare – racconta Bissacco – e ho visto persone che non riuscivano a tenere in mano la matita, disegnare e magari anche scrivere qualcosa. È un modo per rimettere in moto la propria vita”. Ora c’è l’idea di mettere in piedi una piccola compagnia teatrale amatoriale e di pubblicare le storie di vita raccolte con i laboratori di narrazione. 

Sono circa 150 i volontari dell’Auser di Bolzano. Ed è grazie a loro che vengono realizzate tutte queste attività a favore delle persone anziane. “Scoprire di avere voglia di fare qualcosa per gli altri, gratuitamente, ricevendo in cambio solo un sorriso è bello e dà gioia”, dice Bissacco. Tra le altre attività realizzate dalla sezione ci sono il punto di ascolto, i volontari del territorio e il segretariato sociale. Il progetto “Il pomeriggio conosce cose che il mattino nemmeno sospettava” è una delle buone pratiche raccolte nel libro “Il saper fare, viaggio nell’Italia della solidarietà, le buone pratiche dell’Auser”, che sarà presentato a Roma il 20 gennaio presso la Cgil nazionale (sala Di Vittorio). (lp) 

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Anziani, Volontariato, Auser

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