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Boom di lavori verdi in Toscana, 3 mila assunzioni nel 2015

Il dato emerso durante il convegno della Cgil Toscana. Lami: “È un universo completamente nuovo, sia per le aziende che per i lavoratori, e noi non possiamo che adeguarci”

20 gennaio 2016

FIRENZE - Boom di “lavori verdi” in Toscana, dove le persone assunte nel settore ambientale nel 2015 sono oltre 3mila. Di questo si è parlato in un incontro stamattina a Firenze promosso da Cgil Toscana. Tra le professionalità “verdi” più richieste in Italia nel 2015 figurano: installatore di impianti termici sostenibili; ingegnere energetico; tecnico meccatronico (si dedica allo studio di sistemi meccanici intelligenti); ecobrand manager (studia mercato di riferimento, predispone il piano di marketing); responsabile degli acquisti verdi; esperto in demolizione volta al recupero dei materiali (figura utilissima, ad esempio, nel piano previsto su Piombino); esperto in commercializzazione dei prodotti di riciclo; programmatore delle risorse agroforestali; pedologo; ingegnere e statistico ambientale; risk manager (è il processo mediante il quale si prevede il rischio di un’azienda e si attuano delle strategie per evitarlo o per gestirlo).

Anche la Toscana sta vivendo un vero e proprio boom di lavori “verdi”: oltre 3mila assunzioni nel 2015, attestandosi così tra le regioni più in crescita e con le migliori prospettive. Oltre alla rinomata vocazione turistica, con città d’arte e agriturismi che da tempo rispondono alla voce “green”, anche il manifatturiero ha ottime prospettive di crescita nell’ambito dell’economia verde. Lo ha confermato Mirko Lami, della segreteria regionale della Cgil Toscana: “Ci sono delle grandi opportunità da cogliere e la Toscana non deve farsele sfuggire. È un universo completamente nuovo, sia per le aziende che per i lavoratori, e noi non possiamo che adeguarci”. I settori turistico ed enogastronomico, soprattutto per i grandi nomi, sono nella regione i più sviluppati e presentano già delle eccellenze: “Per le aziende degli altri comparti - ha proseguito Lami - c’è bisogno di un netto cambio di mentalità, facendo proprie la cultura del riciclo e in generale dell’ambiente. L’agroalimentare è quello con le migliori potenzialità, come dimostra il polo piombinese, che prevede nel suo progetto di rilancio numerosi posti di lavoro in ambito green, oltre che nelle bonifiche e nelle demolizioni. La crisi ha colpito tutti, ma il settore verde è l'unico in movimento: come Cgil dobbiamo farlo crescere, avanzando nuove proposte alla Regione, anche se per sua natura, con lavoratori professionisti e competenze medio-alte, non ci darà molti iscritti”.

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