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Carcere, acquisto di testi scolastici per i detenuti della Toscana

La Regione ha varato un piano da 86 mila per integrare i testi delle biblioteche dei 18 istituti penitenziari e per fornirle di testi scolastici

21 gennaio 2016

FIRENZE - A duecentotrenta anni dall'abolizione della pena di morte nel Granducato, in Toscana si continua a riflettere sul concetto di pena in risposta ad un reato commesso e giudicato. Stamani si è svolto il convegno "Dall'abolizione della pena di morte al riformismo penitenziario" tenuto all'Auditorium Istituto tecnico Russell-Newton di Scandicci nell'ambito delle iniziative culturali promosse dalla Regione Toscana per la Festa della Toscana; sede in cui la assessore alla istruzione e formazione Cristina Grieco ha illustrato il progetto regionale "Tra le righe", inserito tra le attività previste da uno specifico protocollo per la realizzazione di azioni congiunte nei settori dell'istruzione, formazione, orientamento e lavoro.

In Toscana sono presenti 18 istituti di pena, all'interno dei quali si svolgono corsi scolastici di ogni ordine e grado che interessano complessivamente oltre 2mila detenuti, di cui quasi 1500 stranieri. L'obiettivo del progetto regionale "Tra le righe", finanziato con 86mila euro, è l'integrazione della dotazione dei testi nelle 25 biblioteche presenti negli istituti di pena nelle lingue maggiormente rappresentate dalla popolazione detenuta straniera (arabo, albanese, rumeno, serbo, russo, spagnolo, cinese, portoghese, cinese, portoghese, francese e inglese) e l'acquisto di testi scolastici per percorsi di istruzione primaria e secondaria attuati negli istituti.
 
"L'articolo 27 della Costituzione afferma che le pene detentive devono tendere alla rieducazione del condannato - ha sottolineato la assessore Grieco -, per questo è indispensabile portare l'istruzione scolastica  all'interno degli istituti di pena grazie a concrete opportunità di rieducazione e di apprendimento. L'attività scolastica e l'impegno che si mette in atto con ilprogetto "Tra le righe" contribuisce dunque a dotare adeguati strumenti didattici che riteniamo possano contribuire a costruire il percorso riabilitativo dei detenuti, che siano italiani o stranieri,  presenti nelle carceri del nostro territorio".

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