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Davos, Cospe: “Nulla che parli di vero cambio di rotta”

Il responsabile economia della ong, Alberto Zoratti, sul forum economico: “Sappiamo già chi sarà la vittima sacrificale della tanto decantata New Economy: le comunità del Sud del mondo”

22 gennaio 2016

FIRENZE - "Secondo l'élite economica per la nuova rivoluzione industriale c'è necessità di riformare il sistema educativo, di rendere più flessibile il mercato del lavoro, di sostenere l'innovazione. Ma nulla che parli di un vero cambiamento di rotta, di regole per riportare i mercati nell'alveo di una politica a misura di cittadino”. Così Alberto Zoratti, responsabile Economia e Lavoro dell'Ong italiana Cospe, in merito a quanto discusso al Forum Economico di Davos. 

Secondo Zoratti, “l'adattamento presuppone risorse dedicate e politiche chiare di programmazione economica. Senza tutto ciò sappiamo già chi sarà la vittima sacrificale della tanto decantata New Economy: le comunità del Sud del mondo e i settori più vulnerabili della popolazione".

"Adattarsi ai mercati – ha sottolineato Debora Angeli, responsabile Politiche di Genere dell'Ong italiana Cospe - vuol dire accettare di diminuire le risorse destinate alle politiche pubbliche e tagliare risorse pubbliche vuol dire colpire i welfare di cittadinanza che per primi consentono alle donne di poter scegliere e partecipare alla vita pubblica di un paese".

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