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I profughi diventano cuochi, progetto a Figline

Promosso dalla cooperativa Il Cenacolo, il corso di cucina punta all’integrazione e alla formazione dei migranti. L’assessore regionale Bugli: “Dopo l’accoglienza, serve fase B”

29 gennaio 2016

FIRENZE - Migranti ai fornelli. A Figline-Incisa tre ragazzi del Bengala, ospiti di una struttura a Palazzolo e grazie ad un protocollo firmato tra Comune, l'istituto Vasari e la cooperativa "Il Cenacolo", potranno partecipare ai corsi di cucina e per personale di sala insieme agli alunni della scuola. Gli ospiti maggiorenni del comune, poco meno di venti, parteciperanno invece ad incontri con genitori, docenti e cittadini.

"Si tratta di un ottimo progetto – sottolinea l'assessore all'immigrazione della Toscana Vittorio Bugli, che ha partecipato stamani alla presentazione -. Si tratta di un esempio di vera integrazione, che rafforza la nostra idea di accoglienza diffusa e che va nella direzione della fase B che vogliamo imprimere all'azione, per passare dall'emergenza ad una gestione di tipo diverso". Poi annuncia: "Lunedì 1 febbraio incontrerò tutti i sindaci della Toscana e gli enti gestori per parlare di questo". 

 

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