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Mutilazioni genitali, in Toscana impegno congiunto per contrastarle

Verrà siglato un protocollo tra varie istituzioni. Eè uno dei passi fondamentali del percorso che da anni viene attuato in Regione e che sta portando alla predisposizione di alcune raccomandazioni in materia

05 febbraio 2016

FIRENZE - Sarà la firma di una "Dichiarazione congiunta per il contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili" il momento clou del convegno ‘Stop Mgf’, che si terrà domani, sabato 6 febbraio, dalle 9 alle 13, nell'Auditorium del Consiglio regionale, via Cavour 4. L'evento è promosso da Regione Toscana, Centro di salute globale, Arci Toscana, Nosotras onlus e Fondazione Il cuore si scioglie, in occasione della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che si celebra appunto il 6 febbraio, ed è tra le iniziative svolte nell'ambito del programma regionale per il contrasto delle MGF in attuazione di un accordo Stato Regioni.

Dopo i saluti del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e dell'assessore al diritto alla salute, welfare e integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi, la firma della dichiarazione, alla quale prenderanno parte anche i rappresentanti delle comunità di: Somalia, Nigeria, Senegal, Egitto, Costa d'Avorio, Eritrea. La dichiarazione resterà aperta alla firma di altri sostenitori per tutto l'anno, fino alla prossima giornata Stop MGF 2017.

"In Toscana - dice l'assessore Saccardi - tanti professionisti, istituzioni, associazioni collaborano per fornire assistenza e aiuto alle famiglie per evitare le mutilazioni genitali femminili e le loro conseguenze. La firma di questa dichiarazione congiunta è un momento molto importante, perché coinvolge anche le comunità di stranieri presenti sul nostro territorio e le impegna a una concreta azione di contrasto di queste pratiche".

La "Dichiarazione congiunta per il contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF)" che verrà siglata durante l'evento è uno dei passi fondamentali del percorso che da anni viene attuato nella nostra Regione e che sta portando alla predisposizione di alcune raccomandazioni in materia: "Procedure di prevenzione, segnalazione, sorveglianza e negoziazione delle MGF tra le donne e le minori dei paesi a rischio". Un modo per favorire un'efficace individuazione dei casi di MGF e per promuovere una risposta coordinata tra tutti gli attori coinvolti. Questo lavoro partecipato ha visto all'opera una squadra: dagli operatori di Consultorio, Punto Nascita, Servizio Sociale, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, servizio GAIA del Meyer, il Centro di riferimento regionale per l'MGF e il Centro di riferimento regionale per la violenza e l'abuso sulle donne adulte e minori dell'AOU Careggi e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori.

 

 

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