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Migranti morti in mare. "Una nuova Mare nostrum per salvare i bambini"

Nuova strage di bambini nell'Egeo, morta una neonata siriana dopo un viaggio di oltre 100 km a piedi da Aleppo. Perego (Migrantes): "Ancora i bambini le vittime innocenti. Famiglie divise, famiglie spezzate”

08 febbraio 2016

ROMA - “E’ ancora morte nel Mar Egeo, nel Mediterraneo. E sono ancora i bambini le vittime innocenti. Famiglie divise, famiglie spezzate”: è il commento di Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, le nuove stragi di oggi nel Mar Egeo, tra cui 11 bambini.  - Sono  24 le vittime del naufragio di un barcone a poca distanza dall'isola greca di Lesbo; 11 persone hanno perso la vita al largo della Turchia  e altre 12 risultano disperse. Alle morti in mare si aggiunge quella di una neonata siriana di un anno, trovata morta alla stazione dei bus di Adana, nel sud della Turchia, dove era giunta con la madre dopo un viaggio di oltre 100 km a piedi da Aleppo, in fuga dalla guerra, morta pèrobabilmente per malnutrizione e freddo.

“All’indignazione  - continua Mons. Perego - occorre far seguire realmente una nuova operazione ‘Mare nostrum’ che, non solo arrivi a salvare in mare le persone  che sono messi da trafficanti senza scrupolo sui barconi improvvisati  e sui gommoni, ma giunga con le navi della flotta delle Marina dei diversi Paesi europei sulle coste da dove partono i migranti forzati (oggi in particolare in Libia e in Turchia) per proteggere e accompagnare almeno le persone più fragili e deboli: le donne, le famiglie con bambini, i minori non accompagnati”. “Sarebbe uno scatto di umanità e di civiltà europea. Sarebbe il primo segno di una lotta efficace contro la tratta, in questo giorno che Papa Francesco ha voluto nel segno della preghiera e della riflessione contro la tratta, nella memoria di santa Bakhita, la schiava sudanese liberata e accolta in Italia”, conclude il Direttore generale della Migrantes.

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Tag: morti in mare, Mare nostrum

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