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Rossi al Comitato delle Regioni: “Servono più attenzioni per i disoccupati”

Il governatore della Toscana al termine dell’appuntamento di Bruxelles: “Hanno vinto i lavoratori”. Il Comitato delle Regioni ha approvato ieri il parere che contiene all'interno la proposta di Rossi

11 febbraio 2016

FIRENZE - "Hanno vinto i lavoratori". Questo il commento del governatore toscano Enrico Rossi al termine del Comitato delle Regioni a Bruxelles. Il Comitato delle Regioni ha approvato ieri il parere che contiene all'interno la proposta di Rossi. "Contro emarginazione e povertà - rimarca il presidente - serve una forma universale di sostegno al reddito: nessun fondo assistenziale, sia chiaro, ma da erogare ai lavoratori in cambio della disponibilità a impiegarsi in lavori socialmente utili". "Per rafforzare i paesi dell'Unione più colpiti - aggiunge - occorrono infatti investimenti straordinari e l'Unione deve avere più coraggio e determinazione". 

Ancora è solo una proposta, avanzata dal Comitato delle Regioni alla Commissione, che al consesso degli enti locali aveva inviato una bozza di raccomandazione chiedendo un parere come la liturgia europea impone. Non è vincolante. E' la Commissione che fa raccomandazioni agli Stati membri e a cui compete proporre leggi, politiche e programmi, responsabile altresì delle decisioni del Parlamento europeo, del Consiglio e Consiglio europeo. Ma la proposta, di cui Enrico Rossi è stato relatore a Bruxelles, con alcuni emendamenti presentati da lui stesso, è stata approvata a larga maggioranza dal Comitato: 353 membri e solo dieci voti in aula contrari. Ha l'appoggio convinto del Pse europeo, di cui Rossi era relatore, e dunque è una proposta di peso.

"Contro la disoccupazione di lunga durata - ripete il presidente toscano - è necessario un meccanismo di solidarietà e assicurazione europea che venga incontro ai Paesi che più hanno sofferto la crisi e contano più disoccupati di lungo periodo. Un'Europa sociale e vicina ai lavoratori sarà quella che si farà carico dei lavoratori che stanno pagando il costo di una crisi che non hanno creato". 

Il documento si riassume in quattro punti. "Fissa standard identici per tutti i centri dell'impiego dei Paesi Ue - spiega Rossi - e stanzia fondi per garantire ai Paesi più deboli di raggiungere questi standard, fissa politiche comunitarie per il sostegno al reinserimento dei disoccupati di lunga durata e stanzia fondi per questo reinserimento". "Distingue anche - aggiunge - tra disoccupazione dovuta a cause contingenti e picchi straordinari, dovuti a congiunture internazionali e per cui deve diventare affare dell'Unione europea". I soldi necessari non dovrebbero per Rossi arrivare dai fondi strutturali ma andrebbero cercati in risorse straordinarie. E un'idea per finanziare l'operazione, anche se in aula non lo dice, già ce l'ha: introdurre la Tobin Tax, la tassa sulle transizioni (e speculazioni) finanziarie proposta dal Nobel per l'economia nel lontano 1972, ritornata al centro di dibattito internazionale negli ultimi anni.  

 

 

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