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One Billion Rising, in piazza con le donne immigrate contro la violenza

Una giornata per le donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire in silenzio, una giornata che porta in piazza le donne e balla per loro e con loro. Torna la campagna internazionale quest'anno dedicata alla "Rivoluzione"

13 febbraio 2016

ROMA - Una giornata per le donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire in silenzio, una giornata che porta in piazza le donne e balla per loro e con loro. E’ One Billion Rising , la campagna del movimento globale contro la violenza sulle donne, oggi 14 febbraio in mondo e in Italia promuove iniziative di sensibilizzazione che coinvolgono migliaia di persone. Il tema scelto per questa edizione è la “Rivoluzione”, quelle delle donne emarginate, con azioni sempre più coraggiose, creative e determinate. “Quest’anno vogliamo portare l’attenzione al dramma dei profughi, - spiegano i promotori - in particolare donne e bambine costrette a subire violenze in quel viaggio disperato per salvare la propria vita. L’obiettivo diventa indagare e praticare esperienze civili e sociali nuove, improntate a politiche e forme di governo altre, che consentano di affrontare in maniera nuova gli impegni presi da chiunque si collochi nell’ambito del sociale, del politico, del culturale”. 

-Tra le associazioni che aderiscono anche l’Arci. “In Italia l'attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti. - asottolinea l'organizzazione -  La danza sarà il mezzo per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino. Tanti nostri circoli Arci hanno ospitato le prove dei balli che coinvolgeranno tutte coloro che vorranno scendere in piazza. Balleremo in tutto il mondo, per le donne in fuga dalle guerre e dalla violenza, per i diritti, dalla parte di tutte". 

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