:::

Inserisci le tue credenziali per accedere ai servizi per gli abbonati

   

Password dimenticata?

Oppure scopri come abbonarti »

In primo piano:
European drug report 2016

31/05/2016

Stampa Stampa

Il "cibo per l’anima" dello chef Bottura per la mensa dell’Antoniano

Dopo il Refettorio Ambrosiano, lo chef dell’Osteria Francescana porta la sua intuizione a Bologna: grazie al suo impegno e a quello di ristoratori e produttori emiliano-romagnoli del circuito Chef to chef, la mensa dell’Antoniano da aprile aprirà anche la sera

17 febbraio 2016

BOLOGNA - Da aprile le porte della mensa dell’Antoniano saranno aperte anche di sera: circa 50 persone potranno recarsi in via Guinizelli 3 e consumare un pasto caldo e sano. L’apertura è stata resa possibile grazie all’impegno dello chef stellato Massimo Bottura e dei cuochi e dei produttori di Chef to chef. “Il progetto del Refettorio – sottolinea lo chef dell’Osteria francescana di Modena – è culturale per rendere visibile l’invisibile, per trasmettere emozioni con dei prodotti da scartare”.

Chef Bottura
Chef Bottura per la mensa dell’Antoniano

Un progetto dalla forte connotazione regionale ma con aspirazioni ben maggiori, come si intuisce dal ruolo da protagonista di Chef to chef, un circuito nato 8 anni fa che riunisce cuochi, imprese di ristorazione, di produzione e distribuzione dell’Emilia-Romagna allo scopo di favorire l’evoluzione della gastronomia del territorio e la sua affermazione a livello nazionale e internazionale. Perché il ‘Cibo dell’Anima’, come lo definisce lo stesso Bottura, è il piatto tradizionale italiano, sano e preparato proprio in un’ottica di lotta allo spreco: è cibo che crea relazioni. Ed è la rete lo strumento principale per dar vita a questa iniziativa: rete con chi si occupa di disagio sociale, rete con i 54 ristoratori e 49 produttori emiliano-romagnoli di Chef to chef, rete con i negozi di alimentari per poter utilizzare tutte le risorse a disposizione nel contesto di una lotta allo spreco, rete con la cittadinanza e le aziende che vorranno in qualche modo contribuire a questo importante progetto. A loro va l’appello di Antoniano onlus attraverso le parole di fr. Alessandro Caspoli: “Abbiamo davvero bisogno del supporto di tutti per poter concretizzare questo progetto e costruire insieme alla città una risposta positiva al disagio sociale”.

La mensa – nata nel 1954 dal sogno di Padre Ernesto che, tornato dalla terribile esperienza nei lager nazisti, ha voluto dedicare il resto della sua vita alle persone in difficoltà – attualmente serve il pranzo a 120 persone bisognose e indigenti. E il numero delle famiglie è in crescita le famiglie. “Anche per l’Antoniano di Bologna il pasto è il primo passo verso la costruzione di una rete che deve portare al reinserimento attivo nel circuito sociale – spiega la onlus –. Gli ospiti e le famiglie sono seguiti dallo staff di operatori formati di Antoniano onlus che lavorano in rete con le istituzioni cittadine per attivare i giusti percorsi lavorativi o di supporto”. Ma non finisce qui: perché dopo il Refettorio ambrosiano e quello di Bologna, Bottura pensa già a Modena, mentre un altro Refettorio sarà inaugurato il 4 agosto nelle favelas di Rio de Janeiro. (Ambra Notari)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: Mensa Antoniano, Povertà

Stampa Stampa