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31/05/2016

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Disabilità, la denuncia: "Bagno accessibile, ma per la chiave serve una telefonata"

Andrea, 52 anni, disabile a causa di un grave incidente sul lavoro, racconta l'episodio accaduto al Porto di Ostia: “Sono stato costretto a usare il bagno per normodotati. Ma mi sembra assurdo che nel 2016 ci troviamo davanti a queste cose primitive"

27 febbraio 2016

ROMA – Il bagno per disabili c’è, ma è chiuso. Per aprirlo serve una chiave. Per avere la chiave, bisogna chiamare un numero.

bagno Ostia

Quando si trova davanti quella porta chiusa con quel cartello appeso, Andrea non crede ai suoi occhi. E’ quanto gli è accaduto al Porto di Ostia, domenica scorsa. Oggi ci scherza su, mentre ce lo racconta: “Mi sono detto: se devo aspettare la chiave… i giochi ormai saranno fatti!”. Ma ride per non piangere, perché “mi sembra assurdo che nel 2016 ci troviamo davanti a queste cose primitive”. Andrea ha aggirato in qualche modo il problema, “sono stato costretto a recarmi nei bagni dei normodotati”, ci racconta. Un’impresa che sarebbe stata impossibile se fosse stato in carrozzina. Ma usa un deambulatore, per far fronte alla disabilità che un grave incidente sul lavoro gli ha procurato nel 1997. Oggi Andrea ha 52 anni e si muove grazie al deambulatore, o appoggiandosi alla moglie o alle figlie. E’ indignato dai limiti e dagli ostacoli che ancora devono affrontare e sopportare le persone con disabilità. E quanto accaduto domenica a Ostia è solo una delle tante assurdità che spesso si parano davanti a una persona disabile che cerchi di avere una vita “normale”. Stanco di tutto questo, Andrea  è “disposto a fare azioni dimostrative per sturare le orecchie al politico di turno”. (cl)

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Tag: Incidenti sul lavoro, Barriere architettoniche, Inail

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