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Osservatorio permanente sull'islamofobia: la proposta parte da Napoli

Convegno "Terrorismo e islamofobia". A lanciarla il magistrato Nicola Quatrano e il direttore del gruppo Gesco Sergio D'Angelo. Abdullah Massimo Cozzolino, imam della moschea di piazza Mercato e membro della Confederazione islamica italiana: "In Campania aumentano i musulmani"

25 febbraio 2016

Napoli – Parte da Napoli la proposta di creare un osservatorio permanente sull’islamobofia, curato dal terzo settore con la facoltà di Sociologia. A lanciare l’idea sono il magistrato Nicola Quatrano, responsabile dell’Ossin-Osservatorio Internazionale per i diritti, e il direttore del gruppo Gesco Sergio D’Angelo che oggi al Maschio Angioino promuovono il convegno “Terrorismo e Islamofobia. Informazione e integrazione contro gli stereotipi”, cui partecipa anche Abdallah Massimo Cozzolino della Confederazione Islamica Italiana.

"In Campania ci sono circa 120 mila musulmani – dice Cozzolino - ma non c'è un dato preciso, così come non abbiamo un 'albo' dei convertiti, tuttavia posso dire che nella moschea registriamo un loro incremento. Le ragioni si possono far risalire da un lato all'integrazione sociale tra le diverse culture, dall'altro proprio al risalto degli stereotipi sui media che, contrariamente a quanto si possa pensare, alimentano la curiosità e dunque la conoscenza dell'islam. Bisogna inoltre sottolineare che il vuoto di riferimenti valoriali e il crollo delle ideologie porta alla ricerca di elementi nuovi che accompagnino il percorso di vita".

Abdullah Massimo Cozzolino, napoletano, dal 2005 alla guida dell’associazione culturale islamica Zayd Ibn Thabit, ovvero della moschea di piazza Mercato a Napoli e membro della Confederazione Islamica Italiana analizza la situazione partendo dalla peculiare esperienza napoletana che vede un incremento delle conversioni all'islam.
"I partenopei hanno avuto la lungimiranza di considerare la diversità come vettore peculiare di sviluppo e non come elemento di limitazione - chiarisce Cozzolino- Al di là dei fitti rapporti commerciali, che di per se rappresentano un vettore di scambio culturale, il Mare Nostrum è stato da sempre uno strumento di comunicazione e di integrazione. Etnie e religioni diverse hanno in comune le chiuse acque di questo mare interno che ha generato una complessa vicenda di contatti intrecciati, influenze reciproche, scambi e mescolanze". 

Il convegno, organizzato anche con il Cielm-Coordinamento Internazionale degli Enti Locali del Mediterraneo e la Confederazione Islamica Italiana, tratterà anche del diffondersi degli stereotipi sul mondo islamico che alimentano le paure e vedono connessi i termini “musulmano” a “terrorista” o “malvagio”.
"Ci sono delle ansie legittime- spiega Cozzolino-, per gli attentati compiuti nel cuore dell'Europa, ma non bisogna alimentare una nuova intolleranza. L'islam è una religione che rimanda a contenuti sapienziali e di tipo spirituale, il musulmano uomo di fede è un uomo che ha equilibrio e rifugge dagli eccessi che possono portare a fenomeni di radicalizzazione”. (Napoli Città Solidale)

© Copyright Redattore Sociale

Tag: islamofobia, islam

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